Egina: l’isola a un’ora da Atene che non stavamo cercando

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Egina non era nei nostri piani iniziali.
Cercavamo una meta semplice, primaverile, facile da raggiungere da Atene. Un’isola “di passaggio”, quasi.

Ci siamo ritrovati invece in un luogo che ci ha accompagnati lentamente: tra templi antichi rivolti verso l’Attica, sentieri fioriti, taverne sincere e silenzi fuori stagione.

Siamo stati a Egina a fine aprile 2023, quando l’isola non ha ancora indossato il vestito estivo e mostra forse il suo volto più autentico. Questo non è una guida, ma il racconto di come l’abbiamo vissuta.

Un arrivo semplice, una sorpresa inattesa

Siamo stati a Egina a fine aprile 2023 alla ricerca di una meta comoda e primaverile, trovando molto di più di quello che immaginavamo.

L’isola è facilmente raggiungibile dal porto del Pireo: circa un’ora di traghetto, con numerose tratte giornaliere durante tutto l’anno. Una comodità che rende Egina una delle fughe preferite dagli ateniesi in cerca di una pausa dalla città, ma che non le toglie carattere.

Egina Town e la vita fuori stagione

Egina Town accoglie dal porto con un lungomare elegante e vissuto, dove si concentra gran parte della vita dell’isola tra taverne, caffè e locali.

Proprio qui abbiamo scoperto uno dei ristoranti che più ci hanno colpito durante il soggiorno, Maridaki, tanto da tornarci più volte.

Per il pernottamento, soprattutto lontano dall’alta stagione estiva, ci sentiamo di consigliare senza dubbi Egina Town: una cittadina viva, autentica, con tutto a portata di mano in pochi passi.

Tra templi antichi e malinconie primaverili

Attratti dalla storia, una delle prime tappe sull’isola è stato il meraviglioso Tempio di Afaia, che si rivolge verso l’Attica quasi come a cercare il suo tempio gemello a Capo Sounio.

Da qui la discesa verso Agia Marina è quasi naturale. Fuori stagione l’atmosfera di questo gruppo di case ci è sembrata un po’ malinconica, ma siamo certi che la sua spiaggia sappia dare il meglio in estate. Noi, nel dubbio, un bagno gelato lo abbiamo fatto comunque.

Moni, l’isola nell’isola

Un vero gioiello in ogni stagione è l’isolotto di Moni, raggiungibile in barca da Perdika.

Qui ci hanno accolto acqua cristallina come poche volte ci era capitato di vedere e pavoni affamati che ci hanno osservato per tutta la durata dei nostri brevi tentativi di nuotata. I daini, altri custodi dell’isolotto, questa volta non si sono fatti vedere, probabilmente scoraggiati dal periodo.

Anche il lungomare di Perdika offre una buona scelta di taverne, tutte a pochi passi dal molo di arrivo delle barche.

Sentieri interni e tavole sincere

Per chi ama camminare, Egina regala anche piacevoli sentieri. Noi abbiamo scelto quello che dalla strada interna verso Portes sale al monastero di Panagia Chrysoleontissa, attraversando un altopiano punteggiato di fiori.

Proprio su questa strada abbiamo scoperto una piccola taverna familiare, To Steki tou Kinigou, aperta solo nel weekend (almeno in quel periodo), dove abbiamo mangiato carne di qualità davvero eccelsa.

Paleochora e il silenzio della storia

Più o meno al centro dell’isola si trova il maestoso monastero di Agios Nektarios, punto di riferimento per molti pellegrini. Noi lo abbiamo solo lambito, preferendo dirigerci verso Paleochora.

Paleochora è una collina disseminata di chiese antichissime, in parte crollate ma ancora ricche di affreschi bellissimi, con in cima i resti del castello che un tempo dominava l’isola.

Da qui può essere comodo scendere verso Souvala per un pranzo sul porto, anche se l’atmosfera ci è sembrata un po’ più turistica e meno autentica.

Spiagge, pistacchi e ritorni

Un’altra spiaggia che ci ha lasciato belle sensazioni è Vagia, affacciata verso Atene. L’abbiamo raggiunta dopo una camminata tra boschi di conifere e ci siamo limitati a “pucciare” i piedi: la giornata non permetteva molto di più, ma le vibes erano quelle giuste.

La vita sociale resta concentrata soprattutto a Egina Town, tra il lungomare e le vie interne parallele. Imperdibili i prodotti a base di pistacchio – compreso il gelato – eccellenza dell’isola riconosciuta in tutto il mondo.

Tra le strade del centro abbiamo trovato anche un piccolo angolo di Creta, Kriton Gefsis, dove abbiamo fatto davvero fatica a non tornare quasi tutte le sere.

Poco fuori dal paese si trova anche il Tempio di Apollo, con la sua iconica colonna affacciata sul mare e il piccolo museo archeologico: una tappa immancabile per chi ama storia e cultura.

Perché torneremmo

Anche se Egina può sembrare piccola, consigliamo il noleggio di un’auto: il trasporto pubblico non ci è sembrato particolarmente capillare, soprattutto fuori stagione.

In sintesi, quest’isola ci è davvero piaciuta. Nonostante il periodo e il meteo non ci abbiano permesso di godere appieno del mare, abbiamo trovato spunti continui e non ci siamo mai annoiati.

L’atmosfera dell’isola e la qualità della sua cucina ci hanno colpito profondamente, al punto da riprometterci di tornare al più presto.

Egina è una di quelle isole che non ti travolgono subito.
Ti entrano piano. E poi restano.

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