LA LAGUNA DI BALOS
La laguna di Balos si trova circa 56 km a nord-ovest di Chania e 17 km a nord-ovest di Kissamos; è formata tra il Capo Gramvousa e il piccolo isolotto di Tigani…
Creta... Una Passione!
La laguna di Balos si trova circa 56 km a nord-ovest di Chania e 17 km a nord-ovest di Kissamos; è formata tra il Capo Gramvousa e il piccolo isolotto di Tigani…
Loutro è un piccolo villaggio sul mare situato a circa 71 km a sud della città di La Canea , all’estremità di Capo Mouri…
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Creta è un’isola che parla piano, le erbe tradizionali di Creta raccontano la sua storia.
Lo fa attraverso i pendii delle sue montagne, i sentieri secchi, le mani di chi raccoglie senza fretta. Prima ancora del mare, c’è una Creta fatta di erbe, di infusi bevuti lentamente, di rimedi tramandati senza bisogno di essere spiegati.
Qui le piante non sono mai state “alternative”:
sono sempre state parte della vita quotidiana.
Nella cultura cretese le erbe non sono separate dal paesaggio.
Crescono dove l’uomo fatica ad arrivare, resistono al vento, al sole, alla scarsità d’acqua. Proprio per questo sono considerate forti, ma non da usare con leggerezza.
Ogni pianta ha il suo tempo, il suo momento, il suo perché.
E soprattutto: non tutto si beve ogni giorno.
A Creta la raccolta delle erbe non è mai stata un gesto casuale.
Si raccoglie quando la pianta è pronta, non quando serve all’uomo.
Tradizionalmente:
si evita la piena fioritura, quando l’aroma è già in declino
si preferiscono le prime ore del mattino
non si estirpa mai la pianta, si taglia con rispetto
C’è un’idea molto chiara: lasciare sempre qualcosa indietro.
Perché l’erba torni l’anno dopo.



Il dittamo è forse l’erba più simbolica dell’isola. Endemica, rara, cresce su pareti rocciose e pendii scoscesi, spesso lontano dai sentieri. Non è mai stata una pianta “comoda”.
Nella tradizione cretese veniva usata come infuso nei momenti di bisogno: disturbi digestivi, dolori, raffreddori. Non era una bevanda abituale, ma un rimedio da rispettare.
Raccoglierlo richiedeva tempo, attenzione e spesso coraggio. Anche per questo il dittamo è sempre stato associato a un’idea di protezione, quasi di sacralità. Ancora oggi, berlo è un gesto che invita alla lentezza.
Nella cultura cretese non esiste l’idea di bere “sempre la stessa tisana”.
Le erbe seguono il ritmo delle stagioni:
inverno → infusi caldi, secchi, di montagna
primavera → erbe leggere, depurative
estate → pochissimi infusi, spesso solo acqua e ombra
autunno → ritorno graduale alle tisane
Bere un’erba fuori stagione non è vietato, ma non è naturale.
La stagionalità è una forma di equilibrio.



Il tè di montagna, conosciuto come tsai tou vounou, è l’esatto opposto del dittamo. È l’infuso della normalità, quello che si beve senza pensarci troppo.
A Creta viene preparato nei mesi freddi, la sera, o quando qualcuno “non si sente in forma”. È presente in quasi tutte le case, spesso raccolto in autonomia o regalato.
Il suo ruolo non è curare, ma accompagnare: una giornata faticosa, un raffreddore leggero, un momento di pausa. È una bevanda che rassicura, semplice, senza eccessi.
Preparare una tisana a Creta non è un rito solenne, ma nemmeno un automatismo.
È un gesto che accompagna:
una giornata faticosa
un raffreddore che arriva
una sera silenziosa
L’infuso si beve lentamente, spesso senza zucchero, quasi sempre in compagnia.
Non si “assume”: si condivide.



La malotira è una varietà locale di tè di montagna che cresce soprattutto sulle Lefka Ori, le Montagne Bianche. È legata alle zone più alte, più isolate, dove l’inverno è lungo e il vento non dà tregua.
Tradizionalmente veniva bevuta dopo periodi di malattia, o quando il corpo era provato dal lavoro nei campi. Il suo gusto è più deciso, asciutto, quasi ruvido.
Non era una tisana “di compagnia”, ma un sostegno nei momenti di stanchezza. Ancora oggi rappresenta un legame diretto con la Creta montana, quella meno raccontata.
Molte erbe cretesi sono considerate “forti”.
Non per questo vengono evitate, ma dosate.
La saggezza popolare non parla di controindicazioni, ma di buon senso:
non tutto ogni giorno
non tutto insieme
non senza motivo
È una cultura che conosce il valore del limite.



La salvia cresce spontanea in molte zone dell’isola e viene utilizzata soprattutto per infusi legati alla gola, alla respirazione, alla digestione.
Nella tradizione non è una pianta da usare ogni giorno. Viene preparata quando serve, spesso per brevi periodi. Il suo profumo intenso è parte dell’esperienza: aprire le vie respiratorie, liberare la testa, rallentare il respiro.
È una di quelle erbe che insegnano la misura, più che l’abitudine.
Gran parte di queste conoscenze non è mai stata scritta.
Passava:
da madre a figlia
tra vicine di casa
nei gesti ripetuti
Non esiste una ricetta unica.
Esiste l’osservazione, l’esperienza, l’ascolto del corpo.



L’origano è ovunque nella cucina cretese, ma non solo. Prima di essere una spezia, è sempre stato considerato una pianta di supporto al benessere.
In infuso viene usato raramente, soprattutto nei mesi freddi o dopo pasti abbondanti. Il suo profumo è quello delle colline assolate, delle tavole semplici, della cucina di casa.
Anche qui, la regola è la stessa: uso consapevole, mai eccessivo.
La tradizione, però, insegna altro:
raccogliere poco
usare con rispetto
non trasformare tutto in consumo
Conoscere queste piante significa anche proteggerle.



La camomilla selvatica cresce anche a Creta, spesso raccolta a mano e fatta essiccare in casa. Il suo profumo è più intenso rispetto a quella industriale, il gusto più pieno.
È l’infuso del riposo, dei bambini, delle sere tranquille. Qui come altrove, non ha bisogno di spiegazioni: fa parte di un sapere condiviso, che attraversa generazioni e confini.
Le erbe cretesi non promettono miracoli.
Non sono superfood, né mode passeggere. Sono gesti lenti, legati alla stagionalità, alla necessità, al rispetto per ciò che cresce con fatica.
Forse è anche per questo che, a Creta, bere una tisana è ancora un atto semplice. E profondamente umano.
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Ci sono viaggi che nascono da un’idea precisa, e altri che nascono quasi per caso.
La nostra storia con Creta appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Cercavamo un’isola con il mare caldo anche a fine stagione. Nient’altro.
Senza pensarci troppo – e senza sapere davvero cosa ci aspettava – siamo finiti su Creta.
Una scelta casuale che, col senno di poi, ha cambiato tutto.
La preparazione del viaggio, però, casuale non lo era affatto.
Avevo letto una quantità infinita di diari, racconti, forum, resoconti.
Volevo arrivare al primo appuntamento con Creta preparato, come se fosse possibile esserlo davvero.
Il primo giorno lo abbiamo passato a Chania.
Appena atterrati abbiamo sentito subito un’aria di casa, una sensazione difficile da spiegare ma immediata, quasi fisica.
Abbiamo amato anche il caos del centro, i tentativi maldestri di raggiungere il parcheggio vicino al porto vecchio, e poi… il colpo di fulmine.
Anzi, i colpi di fulmine.
I bastioni di Sabbionara sono ancora oggi il nostro posto di Chania, così come la taverna To Stachi è rimasta la nostra taverna.



Già la sera eravamo alloggiati a Kissamos, pronti a partire il più presto possibile verso una spiaggia di cui avevo letto tantissimo, ma che in realtà non riuscivo ancora a immaginare davvero.
Era il 2014.
All’epoca i noleggiatori non limitavano l’accesso alla strada sterrata che porta a Balos, come succede oggi.
Con la nostra Pandina siamo partiti verso Kaliviani, imboccando poi quei quasi dieci chilometri di strada costiera sterrata che portano al parcheggio sopra la laguna.
Nel mio ricordo era quasi un’autostrada sterrata: bastava rallentare un po’, senza particolari difficoltà.
Ma non sono del tutto sicuro che questa immagine non si sia addolcita col tempo, complice la bellezza di quei paesaggi sospesi tra polvere e mare.
Il parcheggio era pieno – e non oso immaginare quale possa essere oggi la situazione.
Abbiamo iniziato a camminare tra cespugli profumati di macchia mediterranea, aspettando che davanti a noi si palesasse qualcosa.
Non sapevo ancora cosa.
In realtà non avevo nemmeno capito bene quanto fosse lungo il sentiero: le informazioni erano contrastanti.
Avevo anche scelto di comunicare a Jenny una lunghezza “forfettaria”, piuttosto ottimistica.
Ai tempi non eravamo grandi amanti delle camminate, e la reazione non fu esattamente entusiasta.
Ma ormai eravamo partiti. E dovevamo arrivare.



Poi è successo.
Il momento dell’affaccio sulla laguna di Balos è stato uno dei più belli della mia vita.
Credo di non aver capito più nulla per qualche secondo.
Ero arrivato in paradiso.
Ancora oggi quella visione dall’alto vale un viaggio intero.
Forse vale anche qualcosa di più.
La definisco senza esitazioni il panorama più bello che abbia mai visto nella mia vita, e credo che resterà tale, forse per sempre.
Della discesa ricordo poco.
Forse perché lo sguardo era costantemente rivolto alla laguna e la testa non pensava al sentiero.
Ricordo una serie di gradini a un certo punto, una postazione per gli asini (che per fortuna non c’erano), e infine la sabbia.
Morbidissima.
Al di là del mare, credo che l’esperienza di Balos sia straordinaria soprattutto per il suo contesto paesaggistico.
Per questo, arrivarci in nave mi è sempre sembrato un po’ limitante.
Ho provato anche quell’esperienza qualche anno dopo, ma nel complesso la considero negativa.
Negli ultimi anni i rental car hanno limitato sempre di più l’accesso agli sterrati.
Per questo mi sento di consigliare una soluzione che permette di vedere Balos dall’alto senza “rovinare” l’auto a noleggio.
Da diversi anni Strata Tours offre un servizio di transfer in van dal centro di Kissamos.
Comodo, sensato, rispettoso del luogo.



Del 2014 ho un ricordo vividissimo della risalita.
Dopo un’intera giornata a mollo nell’acqua bassa – che il giorno dopo avrebbe rivelato le sue scottature – abbiamo aspettato fino all’ultimo.
Un po’ per evitare il caldo, un po’ per goderci il tramonto su Gramvousa.
Un tramonto che ha colorato di arancione la laguna, le rocce, l’aria stessa.
Non so quante fotografie ho scattato durante la salita.
So solo che non ho mai sentito la fatica.
Arrivati al parcheggio, ormai in pochi, ci siamo fermati al piccolo shop di erbe e miele, quasi fino all’orario di chiusura.
Mi chiedo spesso se esista ancora.
Ho ancora custodito un vasetto di origano di quella giornata.
È pieno di sabbia. E di ricordi.
Siamo scesi per ultimi, di notte, senza alcun timore, seguendo a distanza la ragazza del chioschetto sul suo quad.
È stata una giornata che non posso dimenticare.
Un ricordo che non voglio cambiare.
Forse anche per questo non siamo più tornati a Balos.
Sicuramente torneremo.
Ma questa volta vorremmo farlo in modo diverso.
Vorremmo condividere quelle emozioni con le persone per noi importanti.
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Viaggiare è un desiderio universale, un bisogno profondo di scoperta, libertà e incontro. Eppure, per molte persone con disabilità o difficoltà motorie, ogni partenza può trasformarsi in una sfida complessa. Barriere architettoniche, mancanza di informazioni affidabili, infrastrutture inadeguate: ostacoli che spesso impediscono di vivere un’esperienza che dovrebbe essere alla portata di tutti.
Negli ultimi anni, il tema dell’accessibilità nei viaggi ha guadagnato attenzione a livello europeo. Secondo la Commissione Europea, oltre 90 milioni di cittadini dell’UE – tra persone con disabilità, anziani e accompagnatori – rappresentano un segmento crescente e importante del turismo. Eppure, solo una parte delle destinazioni offre oggi esperienze veramente inclusive.
Creta, con la sua bellezza selvaggia, i villaggi sospesi nel tempo e le spiagge che sembrano uscire da un sogno, è una meta ambita da chiunque. Ma è anche un’isola che sta compiendo passi concreti per diventare più accessibile: spiagge con sistemi SEATRAC, strutture ricettive pensate per la mobilità ridotta, e un’attenzione crescente verso il turismo inclusivo.
In questo articolo vogliamo raccontare una Creta possibile per tutti. Un’isola dove il diritto di esplorare, nuotare, rilassarsi e sentirsi accolti non dipende dalla propria condizione fisica. Lo faremo attraverso una guida pratica e ispirata, per chi cerca un’esperienza autentica senza barriere.
Negli ultimi anni Creta ha avviato un percorso concreto verso un turismo più accessibile e inclusivo. Sebbene restino ancora margini di miglioramento, soprattutto nelle aree più remote o rurali, l’isola si sta distinguendo per l’impegno crescente nell’abbattimento delle barriere fisiche e culturali.
Diversi comuni, in particolare quelli di Chania, Rethymno e Heraklion, hanno aderito a programmi di adeguamento urbano: marciapiedi più ampi, rampe d’accesso, parcheggi riservati e l’installazione di sistemi SEATRAC sulle spiagge – dispositivi motorizzati che permettono a persone con difficoltà motorie di entrare in acqua in autonomia.

Le iniziative non si limitano al settore pubblico. Alcune strutture ricettive e operatori privati hanno abbracciato la filosofia del turismo inclusivo, ristrutturando hotel, residence e appartamenti per renderli accessibili. Sono nati anche progetti pilota in collaborazione con enti europei e ONG, finalizzati alla formazione del personale e alla promozione di una cultura dell’accoglienza senza esclusioni.
In particolare, associazioni locali come “Greece 4 All” e “Crete Accessible” offrono supporto a chi desidera organizzare un viaggio accessibile sull’isola, proponendo itinerari personalizzati, noleggio di attrezzature speciali e guide esperte.
Il cammino è ancora lungo, ma il cambiamento è in corso. Sempre più viaggiatori scelgono Creta non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua crescente attenzione ai diritti e ai bisogni di tutti.
Il mare è uno dei piaceri più semplici e profondi dell’estate. Ma per chi ha difficoltà motorie, anche una distesa di sabbia può trasformarsi in un ostacolo. Per fortuna, Creta sta lavorando per rendere le sue spiagge sempre più accessibili, con soluzioni intelligenti e interventi mirati.
Tra le innovazioni più significative troviamo il sistema SEATRAC: una piattaforma motorizzata che consente alle persone con mobilità ridotta di entrare e uscire dall’acqua in completa autonomia. A Creta, 11 spiagge sono già dotate di questo sistema, distribuite principalmente nelle prefetture di Chania, Rethymno e Heraklion. Le più note includono:
Queste spiagge offrono passerelle in legno, sedie a rotelle da spiaggia, docce e servizi igienici accessibili, oltre a zone d’ombra attrezzate.
Tra le spiagge più iconiche dell’isola, Elafonissi è famosa per la sua sabbia rosa e le acque cristalline. È presente una passerella fino all’area ombrelloni, ma il percorso dall’ampio parcheggio alla battigia può risultare impegnativo senza assistenza, soprattutto nei giorni di grande affluenza. Non è ancora dotata di SEATRAC, ma alcuni tour operator accessibili offrono trasporto assistito e supporto durante la giornata.
Consiglio pratico: se possibile, visita Elafonissi al mattino presto o in bassa stagione. Porta con te una sedia da mare adatta alla sabbia e valuta un accompagnatore per facilitare gli spostamenti.
Falasarna, con la sua sabbia dorata e le onde lunghe, è una delle spiagge più belle del Mediterraneo. Attualmente non è dotata di SEATRAC, ma ha ampie passerelle in legno, stabilimenti con servizi igienici accessibili e aree ristoro facilmente raggiungibili. Inoltre, nella zona si trovano ville e alloggi accessibili, ideali per chi desidera soggiornare nei dintorni.
Consiglio pratico: scegli il lato est della spiaggia, dove si concentrano i servizi e i lidi più attrezzati. Alcune strutture forniscono sedie galleggianti su richiesta.
Scegliere dove alloggiare è una delle decisioni più importanti per chi viaggia con una disabilità motoria. A Creta, l’offerta di strutture accessibili è in crescita, ma la distribuzione geografica non è ancora uniforme. Mentre la zona nord dell’isola — da Heraklion a Chania — offre una maggiore concentrazione di hotel, resort e appartamenti attrezzati, il sud resta meno servito, pur con alcune eccezioni virtuose.


La fascia costiera settentrionale è la più turistica dell’isola e vanta numerose strutture di livello internazionale, molte delle quali dotate di:
Tra le strutture più apprezzate dai viaggiatori con mobilità ridotta troviamo:
“Finalmente una vacanza senza ostacoli. La nostra camera era spaziosa, tutto raggiungibile anche in carrozzina. Il personale è stato di una gentilezza rara.”
(recensione su TripAdvisor, 2023 – Kiani Beach Resort)
Nelle zone meridionali, l’offerta accessibile è più limitata, ma non assente. Alcune strutture familiari — soprattutto a Paleochora, Plakias e Ierapetra — si stanno adattando, grazie anche a programmi europei di finanziamento.
Ad esempio:
“La vista sul mare e la tranquillità di Paleochora mi hanno ripagato degli sforzi. Il nostro host ha fatto di tutto per aiutarci, adattando gli spazi con soluzioni semplici ma efficaci.”
(recensione privata inviata a Greece4All, 2022)
Contatta sempre la struttura prima della prenotazione per avere conferma dei servizi realmente disponibili: le etichette “accessibile” non sempre corrispondono a standard internazionali. Chiedi foto, misure, presenza di ascensore e tipo di doccia.
Per organizzare al meglio un viaggio a Creta senza barriere, ecco una selezione di contatti affidabili e link diretti a servizi specializzati:
Creta è molto più di spiagge da cartolina: è un’isola ricca di storia, natura, tradizioni e cultura. Per chi ha difficoltà motorie, oggi è possibile vivere molte di queste esperienze grazie a percorsi facilitati, accompagnatori formati e attività progettate con un’attenzione all’inclusività.
Alcuni musei e siti storici dell’isola si sono attrezzati per accogliere visitatori con disabilità:
Anche la natura può essere esplorata in sicurezza:
Per i più avventurosi, esistono tour che portano anche nelle gole o nei villaggi montani, con mezzi 4×4 adattati e supporto dedicato.
Creta è anche musica, sapori e artigianato. Diverse attività sono oggi pensate per essere inclusive e coinvolgenti, indipendentemente dalla mobilità:
“Abbiamo partecipato a un laboratorio di cucina cretese in una vecchia casa nel villaggio di Vamos: tutto era accessibile e l’ambiente così autentico che ci siamo sentiti parte della famiglia.”
(recensione su Greece4All, 2023)
Consiglio pratico: molte di queste esperienze non sono pubblicizzate nei canali ufficiali. Affidarsi a un’agenzia specializzata o chiedere informazioni alle strutture ospitanti può fare la differenza tra una visita ordinaria e un’esperienza indimenticabile.
Organizzare un viaggio accessibile richiede qualche attenzione in più, ma con una buona preparazione è possibile vivere Creta con serenità e senza sorprese. Ecco una checklist pratica e alcuni consigli per affrontare il viaggio in sicurezza.
✔ Documenti
✔ Supporti personali
✔ Prenotazioni
Consiglio pratico: crea una cartellina digitale con tutti i documenti essenziali (PDF) da conservare sul tuo telefonino o in cloud, e portane anche una versione stampata.
Creta non è solo mare turchese e tramonti infuocati. È anche un luogo che, passo dopo passo, si sta aprendo a un’accoglienza più inclusiva, dove viaggiare non è più un privilegio, ma un diritto. Certo, non tutto è perfetto: ci sono ancora barriere da abbattere, sentieri da rendere più accessibili, strutture da migliorare. Ma oggi più che mai, l’isola mostra il volto di una destinazione che vuole essere vissuta da tutti.
Viaggiare a Creta con una disabilità motoria è possibile, e in molti casi, può trasformarsi in un’esperienza profonda, fatta di incontri autentici, ospitalità sincera e piccole conquiste quotidiane.
Se hai vissuto un’esperienza accessibile a Creta — positiva o con qualche difficoltà — condividila con noi. Il tuo racconto può fare la differenza per chi sta pianificando il proprio viaggio.
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Creta ti aspetta. E questa volta, davvero, senza barriere.
L’alba è ancora lontana, ma nella piccola Anafi la sveglia suona presto, mancano pochi minuti alle 4 ed ecco che ci apprestiamo a caricare tutto nella nostra Pandina che lasceremo al porto, per salire poi sulla nostra amata traghettona. In perfetto orario la Prevelis compare dal nulla sul mare, quasi fosse invisibile fino a pochi secondi prima e dopo l’attracco in un attimo siamo già sul ponte più alto.

Appena fuori dal porto inizia a nascere il giorno che ci regala un’alba rosa stupenda che si trasforma presto in una giornata di sole bruciante. Alle 9 e poco più scendiamo a Sitia, finalmente ci siamoooooooo! Ritroviamo immediatamente la nostra tanto sognata aria cretese, e ci tuffiamo in un attimo nella colorata e vivissima Sitia, nel suo traffico, nel suo caos, nella vita di un giorno di mercato. Ci concediamo una lenta colazione sul lungomare, con mille gabbiani che planano sull’acqua e con un galaktobureko da urlo! Seduti sulle nostre sedie azzurre siamo storditi di gioia e con un ebete sorriso in faccia, complice il non aver praticamente dormito, ma soprattutto la felicità di essere finalmente qui. Abbandoniamo il nostro essere turisti per riappropriarci del nostro “essere a Creta”, godendoci con calma e tranquillità anche l’impatto caotico del girare la città fra le auto strombazzanti che ci passano accanto veloci.

Dopo una veloce spesa eccoci in direzione Xerocampos, ma anche questa volta ci fermiamo a Palekastro prima e a Zakros poi. Non abbiamo fretta, nessun tipo di “ansia prestazionale”. Ci sediamo al Kafeneio della piazzetta di Zakros, sedie di legno impagliate e tavolini un po’ sghembi con il piano in piastrelle che ogni giorno raccolgono le chiacchiere del paese, oggi anche le nostre. Nemmeno il tempo di sederci ed ecco che ci portano immediatamente acqua fresca e un sorriso di benvenuto; ordiniamo due frapè fra quattro chiacchiere e ci perdiamo ad ascoltare le cicale che sono in perenne attività e le tortore che tubano fra le foglie. Fa caldissimo! Decidiamo che è il momento di raggiungere la nostra metà, ci separano da lei pochi km che attraversano una natura verdeggiante di ulivi e bruciata dal sole, dove rocce coperte di timo fiorito lasciano spazio alle coltivazioni, intervallati da gruppi di arnie ronzanti e da caprette solitarie coraggiose che sfidano il sole per uno spuntino.



Arriviamo al paese con gli occhi pieni di quelle immagini che anche se non ci appartengono “di sangue” ormai fanno parte di noi, ci sediamo in taverna e sappiamo già cosa ordineremo: dakos, fiori si zucchina ripieni, insalata greca. Amore al primo morso. Arriviamo al nostro piccolo studios verandato immerso fra gli ulivi in pieno pomeriggio in un concerto di cicale. Sistemiamo le nostre cose e ci avviamo in spiaggia, la più vicina e comoda. Qui sono tutte splendide e una vale l’altra per andare a salutare questo spicchio di mar libico che non vedevamo da anni. E dopo un fresco bacio marino, mi sono stesa a e abbandonata sulla sabbia calda di sole, a guardare il cielo stinto di afa, che in questa zona proprio non mi era mai capitato di vedere. Mi sono addormentata, ed è stato il sonno più dolce degli ultimi mesi, con il mare che mi cantava la ninna nanna e la sabbia morbida a farmi da materasso.
E con una cena consegnata direttamente in studios, (abbiamo approfittato del servizio delivery perchè davvero stremati), abbiamo goduto della spettacolare entrata in scena della luna quasi piena con il suo argenteo abito splendente. Buona notte da Xerocampos Signore e Signori, dove il tempo smette di essere minuti e ore e diventa solo l’alternarsi di luce e buio.