Le strade di Creta: quando perdersi diventa parte del viaggio

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Dal caos di Chania al Mar Libico al tramonto, il racconto di una strada scelta per caso che è diventata memoria

Le strade di Creta sono entrate nel mio cuore fin dal primo momento.

A dire il vero il primo impatto è stato (quasi) drammatico. Arrivare in centro a Chania e trovare tutto quel caos era stato molto impattante, ma non tanto quanto la prima esperienza sulla BOAK, la grande arteria che attraversa l’isola da ovest a est.

La BOAK (acronimo di Vóreios Odikós Áxonas Krítis) non è solo una strada: è un microcosmo, un luogo dove il codice della segnaletica convive con un codice non scritto, che si impara solo guidando, osservando, adattandosi.

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Il primo impatto con la BOAK: bellezza e spaesamento

Il tragitto da Chania a Kissamos è stato un susseguirsi di emozioni contrastanti, dalla bellezza dei panorami (in quella che a tutti gli effetti era una superstrada) e del contesto così fiorito di oleandri alla reazione confusa al modo di guida cretese è stato un attimo…
e allora: “Perché non prendiamo la old road?” per poi tornare in BOAK tramite una inserzione perpendicolare tra i campi perché la strada finiva lì.

Ecco, il primo giorno di guida a Creta è stato “quasi” drammatico e sono stato felice di parcheggiare la macchina vicino all’hotel che avevamo preso a Kissamos.

Non c’è voluto però troppo tempo per iniziare ad apprezzare le strade di Creta e col tempo anche ad imparare a “gestire” la BOAK e il suo “codice stradale” non scritto: sorpassi che sembrano improvvisati, corsie che diventano suggerimenti, lampeggi che sono più dialogo che avvertimento.


Sterrati, Balos e un rapporto complicato

Già con lo sterrato verso Balos, di cui vi ho già raccontato l’esperienza, il rapporto con le strade di Creta ha iniziato a diventare molto positivo (anche se con il tempo il mio amore per gli sterrati non è mai sbocciato… vi racconterò!).

A Creta lo sterrato non è solo una strada dissestata: è una promessa. A volte mantenuta, a volte no. Ma quasi sempre carica di aspettativa.


Da Falassarna a Paleochora: la strada come esperienza

La prima vera esperienza con le strade di Creta credo però di averla vissuta il giorno dopo. Dovevamo trasferirci da Falassarna a Paleochora passando per Kissamos e abbiamo aspettato fino all’ultimo per partire e per goderci la giornata di mare.

Direttamente dalla spiaggia (eh sì… avevamo praticamente parcheggiato sulla sabbia, ora non lo facciamo più e quasi ce ne vergogniamo) siamo saliti verso Platanos, godendo ogni minuto di quella breve salita e ogni scorcio di quei panorami che già iniziavano a dipingersi con i colori di fine giornata.

Arrivati a Kissamos ci addentriamo con la nostra pandina rossa nelle valli che, salendo e scendendo, portano verso sud, tra strade che sembravano costruite solo per noi, tra panorami che ci riempivano con la loro bellezza.

Approfondimento — Cos’è la BOAK?

La BOAK è l’acronimo di Vóreios Odikós Áxonas Krítis, cioè la principale arteria stradale che attraversa Creta lungo la costa nord e collega (a tratti come superstrada) le città e le zone più abitate dell’isola.

È una strada che spesso si guida con un “codice” fatto anche di abitudini locali: velocità variabile, sorpassi rapidi, ingresso/uscita da svincoli brevi e una convivenza continua tra chi viaggia e chi si sposta per lavoro. Se è la tua prima volta a Creta, prendila con calma: mantieni le distanze, evita manovre impulsive e considera la BOAK come una parte del viaggio, non come un semplice trasferimento.


Il bivio, la scelta a caso e lo smarrimento

Un momento particolare che ancora sento come molto vivo è stato quando, arrivando ad un bivio (ricordo un cartello enorme), trovo l’indicazione Paleochora in entrambe le direzioni, con differenze di chilometraggio per nulla significative.

E noi che facciamo?
Non ricordo se già usavamo Google Maps, ma mi sorge il dubbio che non lo usassimo, e questo in un certo senso garantiva delle esperienze ancora migliori.
Noi facciamo che scegliamo a caso (mi sembra la strada con chilometraggio inferiore) e andiamo a destra.

Mi sono ritrovato a percorrere una vallata che non ho poi più percorso in tutte le numerose visite a Creta degli anni successivi.
Non passava mai nessuno, a parte un pick-up, uno solo, dopo molti e molti minuti. Sembrava non portare da nessuna parte: pochi cartelli, poche indicazioni, nessun paese per molti chilometri, con il buio che iniziava ad avanzare e la nostra meta che sembrava non arrivare mai.


Quando il Mar Libico appare all’improvviso

L’esperienza, ripensata oggi, è stata bellissima; forse al momento mi aveva lasciato un po’ di sensazioni di smarrimento, ma con il senno di poi sono contento di aver vissuto questo smarrimento.

Ad un certo punto iniziamo a ritrovare qualche cartello, qualche indicazione, alcuni bivi, un piccolo paesino e poi, inaspettatamente, saliamo alcuni tornanti.
Ed è lì che inizia la meraviglia.

Dopo una curva si apre la magnificenza del Mar Libico (che solo con il tempo impareremo ad amare senza freni) e poco dopo il promontorio di Paleochora, colorato dal tramonto.

Uno spettacolo che solo arrivando da questa strada secondaria potevamo vivere.
Per chi conosce Paleochora, sa che arrivando da Kandanos, lungo la strada principale, non si può godere di una vista dall’alto del promontorio, perché la strada è quasi incassata in un canyon.

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Le strade che non si rifanno

Nel tempo Paleochora è diventato uno dei nostri “posti” di Creta, ma non siamo più tornati da questa strada al tramonto.
Un’esperienza unica, un bel ricordo che durerà per sempre.

Forse perché alcune strade non vanno rifatte.
Vanno vissute una volta sola, nel momento giusto, per diventare memoria.

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