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	<title>jenny, Autore presso Maldicreta</title>
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		<title>FUGGENDO VERSO SUD INSEGUENDO IL SOLE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jenny]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 16:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Creta 2022]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">E’ ancora presto e noi siamo già pronti per partire. Oggi nei pressi di Heraklion il meteo ci ha annunciato vento e pioggia, e questa promessa non sarà disattesa. Come rinunciare quindi a una nostra giornata di esplorazione? Partiamo direzione sud, direzione Agios Pavlos e Triopetra. Per noi è l’ennesima novità, ma una persona che sento molto “vicina” mi ha tante volte raccontato quanto quei luoghi le danno serenità e quanto li ama, perciò decidiamo che è anche il nostro momento, conoscere e vedere con il pensiero di non essere solo noi ma in compagnia di chi in questo momento è lontano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente la nostra organizzazione è scanzonata e all’insegna dell’improvvisazione, quindi ci prendiamo al forno (fornitissimo, c’è l’imbarazzo della scelta) la nostra colazione e partiamo. Dove fermarsi a fare colazione? Quale luogo migliore di una piazzola bordo strada vicino vicino a Gortyna immersi negli ulivi? E così ci godiamo il sole e la brezza sorseggiando il nostro caffè accompagnato da Kalitsounia dolci (che hanno un altro nome, perché sono lievitate e ripiegate, ma ora mi sfugge… resta il fatto che sono favolosamente buone) e in rinforzo un pezzettino di pane dolce alla cannella con semi di sesamo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, con lo scampanellio delle pecore in lontananza, ci avviciniamo a quell’immagine di perfezione che spesso abbiamo trovato qui. Passiamo per Moires, il paese cuore pulsante della Messara, reso ancora più vivo dalla presenza del mercato settimanale, reso ancora più caotico e disordinato a un primo sguardo, ma appena sotto la superficie si percepisce il tanto lavoro e la tanta vita che gli ruota intorno. Per noi un saluto a questo paese è tradizione, e lo facciamo con grande piacere, potrà anche non essere “bello” in senso letterale, ma noi gli vogliamo bene, e spesso ne parliamo con un sorriso come fosse un parente lontano che un po’ ci manca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Andiamo poi verso Agia Galini per la seconda sosta caffè, anche qui non ci eravamo mai fermati. Vivissima di gatti, cani e persone, facciamo la sua conoscenza ammirando i colori e giù fino al parcheggio del porto, la bellezza del mar Libico che ancora una volta risplende sotto il sole. Prendiamo la strada asfaltata di fresco che corre lungo la costa, a picco sul mare e ritroviamo quei colori che ci fanno sempre sentire bene, nel posto giusto. Arrivare ad Agios Pavlos è un attimo, prendiamo in considerazione l’idea di fare il nostro primo bagno ai piedi delle dune, ma arrivati in cima alla scala il vento ci spazza quasi via. Lo spettacolo è immenso, e ci perdiamo nello spettacolo che abbiamo davanti agli occhi. Rocce a picco, e poi discese di sabbia grigia che si incontrano con il mare blu, e nel punto dove le loro labbra di terra e di mare si incontrano, nasce un bacio di onde spumeggianti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci prendiamo un po’ di tempo per ammirare al meglio questo meraviglioso panorama e poi torniamo indietro calpestando le nostre orme e ci gustiamo un pranzo leggero ma decisamente gustoso alla taverna Scopas, con vista mare e sotto le tamerici. E poi il richiamo del mar Libico è troppo forte, lasciamo i nostri teli in posizione sulla sabbia pronti ad accoglierci gocciolanti di acqua salata. La temperatura del mare è gradevolissima e la baia è riparata dal vento, un pomeriggio perfetto, con tanto di pisolino sdraiati al sole sulla sabbia come le lucertole intente a fare termoregolazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La sabbia calda ha una consistenza perfetta, morbida e accogliente, e il rumore ritmico del mare in sottofondo mi fa da ninna nanna. Dopo ben più di un veloce bagno ci rivestiamo a malincuore e decidiamo che è giunto il momento di scoprire Triopetra, così vicina ma con un sapore completamente diverso. Arriviamo nel parcheggio e ci accorgiamo di essere soli, gli unici ospiti sulla sabbia battuta dal vento, tanto vento, forte e maestoso, che ci sferza le gambe con raffiche sabbiose. Solo noi, a camminare bordo mare con le onde che arrivavano a lambirci i piedi, solo noi con un momento perfetto cucito addosso. Se non ci si gira indietro a cercare la civiltà pare di essere al confine del mondo, dove l’unica cosa possibile da fare è continuare a camminare verso le rocce, sicuri che dietro a loro non ci possa essere null’altro che mare (anche se in realtà non è così). </p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia Triopetra è stata una esperienza meditativa ed estraniante, non esisteva più nulla se non il vento, che annullava qualsiasi altro suono, un rumore non rumore che è capace di spazzare via tutto, tutti i pensieri, tutte le parole, tutto e lasciare solo una luce abbagliante e un vuoto colmo di tutto. Potevo solo aprire le braccia ed essere niente o trasformarmi in tutto, sono stati attimi di magia, che mai potrò rivivere perché avevano il sentore del nuovo ma che mai potrò dimenticare. Arrivata alle rocce mi sono seduta e ho chiesto a Danilo una cosa per me strana: “Fammi una foto seduta qui!” …in genere non amo comparire nelle fotografie, non mi piaccio mai, ma questa volta ho avuto in un clik il mio ricordo perfetto stampato non solo nella memoria. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sono presa un attimo di tempo pensando a come mi sarebbe piaciuto essere qui in compagnia di chi tanto me l’ha descritta e raccontata per poterle dire dal vivo e non solo con un messaggio che aveva proprio ragione…ma probabilmente non mi avrebbe sentito e le mie parole sarebbero volate via con il vento. Il mio grazie glielo scrivo qui, certa che lo leggerà!</p>



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		<title>ALLA SCOPERTA DI PAESINI DIMENTICATI E UN RITORNO NEL POSTO DEL CUORE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jenny]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 16:07:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Creta 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Diari]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">E’ il 6 ottobre, apro gli occhi e realizzo che la notte appena trascorsa l’ho passata davvero a Creta! Non ci credo ancora, dopo un’estate lunga e che per vari impedimenti ci ha tenuti ancorati al divano di casa, siamo davvero riusciti a prendere il volo e ad atterrare nella nostra tanto amata isola. L’isola di Dia mi saluta e mi strizza l’occhio fra le nuvole e il vento, il mare blu di ottobre non è agitato, ma nemmeno tranquillo, il vento si fa sentire ma non tanto da essere fastidioso. Mi piace pensare che Creta sappia che sono arrivata, e mi sento esattamente come è lei, piena di tutto. L’inizio della giornata è dei più dolci, perché oltre ad essere in un luogo che immediatamente mi fa sentire bene, sono anche fra le braccia di una cara amica. Creta oltre che luoghi sta diventando “persone” e mi sento sempre più accolta e abbracciata da questa terra. La giornata vola via in fretta fra chiacchiere, cibo, tanto cibo, e nel pomeriggio non può mancare una corsa verso il mare. Andiamo a passeggiare in zona Chersonissos, tanto bistrattata e forse poco capita, che sebbene non sia una delle mie favorite, ci regala un pomeriggio rilassante e divertente, fatto di minuti interminabili a crogiolarsi al sole seduti sulle panchine a guardare le onde. Ceniamo in casa, in una calda atmosfera di amicizia e serenità, e già ci raccontiamo cosa ci piacerebbe fare domani. La sera è il momento dei progetti e dei racconti, soddisfatti e felici davanti a un raki, forse più d’uno. La mattina seguente Creta ci accoglie ancora un po’ imbronciata, con i suoi nuvoloni autunnali all’orizzonte. Oggi niente mare, approfittiamo della giornata un po’ fresca per esplorare i dintorni e soprattutto l’entroterra di Elounda. La nostra Pandina ci porta a Fourni, un paese piccolo piccolo, vecchierello, ma forse proprio per questo intensamente vero. Passeggiamo piano piano fra le sue strade minuscole, arriviamo nella piazza dove una taverna sotto i platani ci invita a sederci; rifiutare il richiamo di un pranzo ottobrino è impossibile e la scelta si rivela azzeccatissima. Alla taverna Platanos ci leviamo un bel po’ di voglie culinarie covate durante gli scorsi mesi, e le sue piccole chiese, le case antiche imbiancate e ognuna con la sua pergola, i vetri delle finestre appena sostituiti o con una patina di polvere depositata dal tempo ci portano ad essere nel nostro “modo” giusto, così come piace a noi. Non sono riuscita a contare in quante case avrei voluto sbirciare, quanti vecchi portoni avrei voluto aprire, incrostati di ruggine e con la vernice scrostata, ma nonostante il tempo, saldi sui cardini e protetti dalle loro cornici di pietra. Qui non si vede il mare, si percepisce tutta la forza della vita agreste, insieme alla sua fatica, alla coltivazione di viti e patate (tantissime ed enormi nei sacchi accatastati sui tanti pickup che incontriamo). Qui si respira un’aria da secolo scorso, di anni che non ho vissuto, che posso solo immaginare. Da Fourni ci spostiamo a Kastelli, altro paesino meraviglioso, dove ci perdiamo tra viuzze pergolate, dove i lampioni sono a forma di lanterna, dove ci siamo solo noi e i gatti, e una nonnina che risponde con un sorriso al nostro saluto. Dove le pergole abbondando ricche di uva, dove le bouganville sono di mille colori e dove ci si può perdere nel silenzio dei propri pensieri, passeggiando e provando a immaginare come sono state le vite di chi ha camminato qui prima di noi. Ci fermiamo per un caffè nel kafeneio sulla strada principale, dal nome bizzarro visto il luogo dove è ubicato, “to limani”, il porto. I tavolini sono messi a bordo strada con le sedie impagliate e scompagnate, ma con un fiore o una piantina posato su ciascuno di essi. Un avventore della taverna accanto va ad avvertire la padrona del locale del nostro arrivo, e ci accorgiamo così che a gestire il luogo e occuparsi dei suoi ospiti è una vecchina minuta e un po’ curva. Non le facciamo fare il servizio, ce lo facciamo noi portandoci il nostro caffè al tavolo e rimaniamo lì chiacchierando di quanto sia bello tutto quello che ci circonda e di quanto siamo ancora una volta fortunati a potercelo godere. Torniamo al parcheggio (che è uno spiazzo nella campagna sotto gli ulivi) con gli occhi bene aperti, cercando la data sulle architravi delle porte, ci stupiamo del 1911, ma solo perché non ci eravamo ancora imbattuti nel 1891! Storditi da questo salto temporale decidiamo di scendere verso Plaka, lì conosco bene la visuale che mi aspetta, so che ci sarà la mia tanto amata immobile Spinalonga baciata dai raggi del sole pomeridiano, ma vederla dall’alto, da una nuova prospettiva, mi fa crescere dentro un’emozione indescrivibile, che sarà e potrà essere sempre e solo mia. E così lasciamo la nostra auto sotto una tamerice immensa e ci avviciniamo al mare, che canta sui ciottoli, incredibilmente blu e incredibilmente bello. E là davanti c’è lei, il mio isolotto del cuore, che custodisce fra le sue mura così tanta storia e così tante storie che una vita intera non credo basterebbe per impararla tutta e per sentirle tutte. E così, rimango lì, sui ciottoli di Plaka a guardare ve riguardare, in un saluto muto e intimo, solo io e lei. Facciamo una passeggiata anche qui, sul lungomare, a guardare le barche ormeggiate, con l’ultima che da Spinalonga si avvia verso Elounda. Non so perché amo così tanto questo posto, ma per me è un richiamo impossibile da ignorare. Iniziano a cadere le prime gocce di pioggia, ed è ora di andare. Ma so che non è un addio, ma un arrivederci, a presto!</p>



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		<title>COME COMBATTERE LA SINDROME DA LUNEDI’</title>
		<link>https://maldicreta.it/diari/come-combattere-la-sindrome-da-lunedi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jenny]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 18:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Creta 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Diari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stamattina ci si sposta…non so voi, ma io ho la sindrome da lunedì. Per me il primo giorno della settimana è sempre poco produttivo, sempre arrancante sullo sterrato che conduce alla nuova settimana. L’unica soluzione possibile è attivarmi in tempo zero, e così facciamo anche&#160;<a class="read-more" href="https://maldicreta.it/diari/come-combattere-la-sindrome-da-lunedi/">Leggi Tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Stamattina ci si sposta…non so voi, ma io ho la sindrome da lunedì. Per me il primo giorno della settimana è sempre poco produttivo, sempre arrancante sullo sterrato che conduce alla nuova settimana. L’unica soluzione possibile è attivarmi in tempo zero, e così facciamo anche oggi. Cosa si fa oggi? Non so, vedremo! Dove dormiamo stasera? A pranzo ci fermiamo e cerchiamo una sistemazione…Questi i nostri discorsi e la nostra organizzazione perfetta durante il caffè della mattina. Salutiamo con un abbraccio la nostra stupenda amica che ci ha ospitati finora, che ci ha viziati e coccolati con tutto quello che potevamo desiderare, che ci ha inondati di affetto, che già mi manca non appena il cancello di casa si chiude. E via, verso nuovi indefiniti orizzonti. Facciamo la nostra canonica sosta al forno, amici cretesi voi sì che sapete rendermi felice! E così caffè, anevatà, pane alla cannella (tsoureki?siamo fuori periodo, ma il gusto è proprio quello )e una portokalopita da viaggio saltano in macchina con noi. Puntiamo Malia e la spiaggia di Potamos per andare a vedere il mare, in un luogo che ci ha stupiti e sorpresi, così torniamo lì, sotto la tamerice vicino alla cantina con Yannis che è sempre lui e canta sempre, mente serve gli avventori e chiacchiera con gli amici di passaggio, una commistione di lingue e discorsi che capiamo solo a pezzi, e sicuramente interpretiamo male. Ma così si costruiscono le storie. Da Malia ci dirigiamo verso Neapolis per la visita al Monastero di Kremasta. Non sono particolarmente religiosa, o meglio, lo sono a modo mio, ma a Creta mi sento decisamente avvicinata a quella dimensione di divino misticismo che altrove mi manca. E così, ecco che varchiamo il cancello di questo monastero gestito dalle suore, con una storia particolare alle spalle. Il monastero, dedicato agli Arcangeli Michele e Gabriele, è uno dei più antichi della zona set dell’isola, Fondato sotto il dominio veneziano nel 1593 e che, come molti altri, avrà un ruolo importantissimo nella resistenza ai turchi. Proprio qui, era presente una scuola segreta dove venivano tenute vive e protette la religione Ortodossa e le radici culturali del popolo cretese. Gli Arcangeli hanno protetto le vite di tante persone e hanno impedito che, nonostante i duri attacchi, il monastero cadesse in disuso. Questo accadrà purtroppo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il monastero cadrà in disuso e verrà dimenticato, fino a pochi anni fa, quando è tornato ad essere nuovamente attivo e pronto per scrivere una nuova pagina della sua storia secolare. Oggi, è gestito dalle suore, e che sia un monastero femminile lo si sente fin dal primo passo nel suo cortile. I monasteri femminili hanno un profumo diverso, inebriante, di rose e fiori. In un sole caldissimo saliamo la piccola scala che porta alla chiesa, che è ricchissima, con icone splendide e perfettamente conservate. Accanto alla Panagia ecco che compaiono gli Arcangeli con le loro spade levate. Fuori, guardando la vallata dalla terrazza sotto i pini mi scendono due lacrime, la bellezza dell’ubicazione di questi luoghi mistici, custodi di fede e di anime, mi commuove sempre e per qualche minuto rimango davvero senza fiato. Ci prendiamo il nostro tempo ammirando e pensando; varcati i cancelli e tornati al parcheggio sentiamo lo “strappo” di due mondi che si incontrano e si sovrappongono, ma che si percepiscono nettamente diversi. Da qui ci dirigiamo verso Exo Laconia, un piccolissimo paese che offre a chi ci passa una taverna spettacolare, bellissima, con una enorme bouganville, ma soprattutto con piatti ottimi! (Ci hanno insegnato che notoriamente a Creta si fa un bel pranzo e poi alla sera si sta leggeri…ecco, diciamo che questo stile di nutrizione ci rimane oscuro…amiamo troppo questa cucina!) Ordiniamo spanakopita, fava e maiale stufato con i porri, che arriverà accompagnato da una pantagruelica porzione di patatine fritte. L’unico problema di un pranzo in taverna si riassume in una parola: vespe! Tante, tantissime, fastidiose non invitate, che arrivano ronzanti in squadroni con armi appuntite. Risolviamo parzialmente il problema mettendo un pezzettino di carne su un piatto all’angolo del tavolo per lasciarlo a loro. Da qui decidiamo che arrivato il momento di avviarci verso un bel bagno! E così puntiamo in direzione Voulisma, una baia stupenda che ci piace moltissimo, e come a noi piace a tanti altri, quindi scendiamo lungo un bel sentiero nella piccola caletta appena dopo, dove ci stendiamo per pochi minuti su due lettini per un po’ di sole e poi via, a fare una bella nuotata, che durerà parecchio. Fondo di sabbia digradante dolcemente, nessuna corrente, niente vento, acqua stupenda, trasparente, cristallina, siamo fortunatissimi e non troviamo traccia delle microplastiche che a volte arrivano qui portate dalle correnti. Il posto ideale anche per i bambini, con una piccola cantina se dovesse venir improvvisamente sete. Aspettiamo qui il tramonto, e risaliamo il breve sentiero (10 minuti scarsi) con una luce perfetta. Quella che tanto cerchiamo e che tanto ci manca quando siamo lontani da quest’isola. Ora via verso Kavousi, dove ci attende la nostra camera immersa in un uliveto enorme, in una pace assoluta. Gli unici rumori che sentiamo sono lo scampanellio delle pecore e i grilli, tanti grilli. Ci attardiamo un po’ sul nostro balconcino e poi usciamo (tardi) per cena, non pensando che a ottobre inoltrato probabilmente non troveremo tutto aperto come in piena estate. Spinti dalla fretta, arriviamo a Pachia Ammos per cena e sbagliamo clamorosamente taverna. La nostra cena sarà la prima piccola delusione del nostro viaggio, ma piccola piccola, tanto che tornando a “casa” ce la ridiamo in macchina fra noi! Nota di colore e menzione di merito per il proprietario, gioviale cretese che ci porta le ordinazioni con sigaretta di ordinanza fra i denti ma che ci saluta con un bel sorriso. Stiamo un po’ sul nostro balconcino ad ammirare le stelle e ad ascoltare i suoni della notte. Un’altra giornata è finita, piena di belle cose e senza rimpianti. Creta ha il grande potere di farti apprezzare qualunque cosa, anche la più piccola, anche quella non perfetta. Buona notte in attesa della luna!</p>



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		<title>ISTRUZIONI PRATICHE PER LA REALIZZAZIONE DEI SOGNI</title>
		<link>https://maldicreta.it/diari/istruzioni-pratiche-per-la-realizzazione-dei-sogni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jenny]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 17:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Creta 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Diari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ domenica mattina e siamo frementi! Dopo tanti anni di “che dici ci proviamo?” e “mah, magari domani..” finalmente oggi vedremo e vivremo Tripiti. Per noi sarà davvero una conquista e ci prepariamo a questo nel migliore dei modi con una lauta colazione. Tutta questa&#160;<a class="read-more" href="https://maldicreta.it/diari/istruzioni-pratiche-per-la-realizzazione-dei-sogni/">Leggi Tutto</a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">E’ domenica mattina e siamo frementi! Dopo tanti anni di “che dici ci proviamo?” e “mah, magari domani..” finalmente oggi vedremo e vivremo Tripiti. Per noi sarà davvero una conquista e ci prepariamo a questo nel migliore dei modi con una lauta colazione. Tutta questa scoperta è resa possibile dalla nostra amica, che ci tratta e ci vizia come fossimo i suoi cuccioli curiosi, che ha capito perfettamente l’amore che ci batte dentro e che ha deciso di regalarci il suo giorno di relax per passare insieme una domenica wild! E credetemi, per noi il tempo trascorso insieme è davvero la cosa che più ci rende felici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo chiacchierando del più e del meno, poi parliamo di questa magnifica terra, dei suoi molti pro e dei suoi pochi ma innegabili contro, perché puoi vedere tutto ammantato d’oro se sei un viaggiatore o un turista, ma se ci vivi la storia può essere ben diversa (discorso applicabile ad ogni zona di tutto l’universo mondo conosciuto). Arriviamo a Vassiliki e ci stupiamo tutti e tre di trovare la strada asfaltata di fresco, ma veramente di fresco. Per fortuna solo fino all’imbocco della vera strada per Tripiti che ci accoglie sterrata e polverosa come l’abbiamo tante volte vista in foto e video, la nostra documentazione su questa zona è abbastanza precisa (da leggere maniacale) perché sappiamo che è un percorso non per tutti, soprattutto non per tutte le auto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra biondissima ed esperta driver ha un mezzo decisamente adeguato e con un mezzo sorriso inizia la discesa, si balla ma non troppo fino a quello che scopriamo essere un allevamento di polli che segna il confine tra la terra che è sfruttata dagli uomini e lo spazio che è in mano alla natura, colonizzato da capre, grifoni…insomma, dopo le prime curve ti senti proprio piccolo piccolo e insulso. Tutto quello che c’è è modellato dal tempo e dal vento, e nelle rocce imponenti dell’Asterousia si possono leggere storie geologiche millenarie. Quando si arriva ad una sorta di belvedere e tra la nuda roccia, barriera a qualsiasi cosa, barriera alla vista, e si apre laggiù in fondo il blu del mar Libico disteso a perdita d’occhio non si può fare altro che rimanere senza parole. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci fermiamo un attimo, scendiamo dall’auto e ci perdiamo, un’altra volta, l’ennesima…ormai sono diventata una sorta di puzzle, ho pezzetti sparsi in giro, mi scompongo e mi compongo ad ogni esperienza, ad ogni viaggio, e sempre in maniera diversa e sempre lasciando in giro qualche tessera. Se qualcuno di voi ne trovasse una, non se la porti via, devo tornare a riprenderla. E poi, arriviamo al Canyon! E qui veramente ci addentriamo nel ventre di Creta, perché siamo su una stradina con tutte le sue rocce intorno e sopra la testa! E’ una sensazione incredibile, veramente potente, che si amplifica e poi si scioglie quando si vede il sole tornare a splendere al di là delle rocce. E qui, ormai in fondo alla discesa, è nascosta nella pietra e custodita la chiesa di Panagia Tripiti, scavata nell’anima dell’Asterousia, ma con un pavimento che sembra ossidiana levigata per il lavoro dei tanti piedi passati a rendere grazie o ad affidare un pensiero. Dentro c’è un profumo completamente diverso di quello a noi conosciuto di cera e polvere che caratterizza le chiese a Creta, anche la più piccola e dimenticata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui c’è un mistico profumo di pietra umida e un sentore leggero di incenso e olio. Usciamo di nuovo nel sole di mezzogiorno e notiamo un certo affollamento attorno alla “nostra” auto…caprette curiose ci stanno chiedendo un passaggio, ma non abbiamo posto per tutte. Ricordatevi che se vi raccontano che le capre salgono sui tetti delle auto per brucare i rami più in alto non vi stanno affabulando con leggende metropolitane (o agresti in questo caso, più calzante), lo fanno davvero! Sono tanto carine e simpatiche, ma hanno gli zoccoli!! Dopo questo momento mistico ci accingiamo a riprendere una strada più “terrena” e parcheggiamo sotto una enorme tamerice, poco più avanti inizia la grigia spiaggia di Tripiti e poco più avanti ancora, non c’è null’altro che mare, perfetto, calmo, di un blu profondo con tocchi smeraldini. Il mare della costa sud è lo stesso, ma non avrà mai lo stesso identico colore in due punti diversi. E’ ora di pranzo, la taverna alle nostre spalle ci invia profumini invitanti portati dal vento, ma l’invito a un bagno è troppo forte, in un attimo ci tuffiamo, aspettandoci una morsa fredda e salata, invece la temperatura è semplicemente perfetta, e in attimo siamo immersi, già a pochi metri dalla riva non si tocca e ci facciamo una bella nuotata di gruppo (tre, noi tre, in tutta la baia). </p>



<p class="wp-block-paragraph">In quindici minuti siamo asciutti, ed è arrivata l’ora di un buon pranzo. Non dobbiamo nemmeno ordinare, chi mi conosce bene sa cosa mi piace e cosa mi fa sognare, quindi arriva a tavola ogni ben di Dio, ma soprattutto una porzione di Kritharaki (che sia chiaro, non dividerò con nessuno!), e poi stifado, pollo in umido, insalata greca e fasolakia…tutto ottimo, la signora Giorgia ha davvero le mani d’oro. Frutta per concludere, e che frutta. Anguria e melone, classicissimi, ma devo dire che mai ne ho assaggiati di più dolci e maturi. Una conclusione perfetta di un pranzo perfetto. E il pomeriggio non potrà che essere ancor più pefetto. Siamo soli, insieme a una coppia poco più in là e ad un’altra che passeggia sulla spiaggia. Provo a fare un pisolino post prandiale ma è tutto così bello che cammino avanti e indietro per tutta la baia, sola, con i piedi in acqua. Sola, tutta quella meraviglia è solo e soltanto mia in quel momento. E sarà così anche per il nostro bagno pomeridiano, nessun altro in acqua, solo noi, che nuotiamo e giochiamo come delfini, ridendo nello stesso modo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono felice, spensierata e leggera come non mi accadeva da tempo e come riesco ad essere solo qui. Il momento di tornare verso “la civiltà” arriva presto, ma non troppo presto, ho goduto di questa giornata come se fosse durata una intera settimana, e mentre ci arrampichiamo sulla via del ritorno siamo abbracciati e inondati dalla calda luce che precede quella del tramonto, che bagna tutto di oro colato e che scalda ogni piccolo recesso di natura selvaggia (e anche il mio spirito, non tralasciando nemmeno la più piccola parte ombrosa). Il viaggio di ritorno passa veloce, la mia sensazione è che sia sempre più corto di quello di andata. Torniamo a casa dove ci attende un concentrato di amore scodinzolante, e una cenetta a base di Dakos. Domani mattina si cambia “base” e ho quella sensazione un po’ triste di strappo che collima con la fine di un viaggio. Ma so che sarà solo un arrivederci questa volta, perchè i giorni che abbiamo davanti sono ancora tantissimi.</p>



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</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, permettetemi di dare qualche “consiglio” a chi vorrebbe vedere Tripiti: se non avete un’amica super speciale come la nostra, dovete assolutamente avere una macchina idonea, e con pneumatici idonei. Quindi le piccole utilitarie classe a che generalmente si affittano (panda, i10, micra…) non vanno bene, questo sterrato è decisamente impegnativo come fondo, e ha pendenze molto significative. Affittate, magari solo per quel giorno un 4&#215;4 dal fondo alto. Se non avete un minimo di preparazione per strade sterrate e di montagna o soffrite nella guida in luoghi esposti, cambiate programma, ma non desistete, perché ho scoperto che sono organizzate escursioni in giornata con autista che vi porta e riporta in totale sicurezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco che è possibile fare tutto, anche quello che crediamo fuori portata, con una buona dose di organizzazione. Unico neo di questo posto da sogno, le tante roulotte lasciate in pianta stabile alle spalle della spiaggia e i tanti mozziconi nella sabbia. Se siete viaggiatori e fumatori, non lasciate mai nulla di vostro in giro, e a voi, miei adorati cretesi, dico che avete sotto i piedi e nelle vene uno dei luoghi più belli al mondo, vi prego, trattatelo un pochino meglio!</p>
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		<title>MATALA SOSPESA TRA AMORI DIVINI E HIPPIES SOGNATORI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jenny]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2022 20:33:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Grotte]]></category>
		<category><![CDATA[Heraklion]]></category>
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		<category><![CDATA[Mitologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Matala è senza dubbio un luogo che ho imparato ad amare, anche se devo ammettere che la prima volta che l'ho vista non mi ha per nulla impressionata, anzi... siamo scappati dopo una sola notte. Da allora ci siamo tornati e ritornati, perchè approfondendo la sua storia e i la conoscenza dei suoi paesaggi il "feeling" con questo piccolo paese unico nel suo genere è diventato sempre più forte.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il paese di Matala è senza dubbio un luogo che ho imparato ad amare, anche se devo ammettere che la prima volta che l&#8217;ho vista non mi ha per nulla impressionata, anzi&#8230; siamo scappati dopo una sola notte. Da allora ci siamo tornati e ritornati, perchè approfondendo la sua storia e i la conoscenza dei suoi paesaggi il &#8220;feeling&#8221; con questo piccolo paese unico nel suo genere è diventato sempre più forte.  </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala3.jpg" alt="La baia di Matala" class="wp-image-608" width="600" height="338" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala3.jpg 800w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala3-600x338.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala3-300x169.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala3-768x432.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala3-640x360.jpg 640w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>La baia di Matala</figcaption></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">La storia e il mito</h3>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Matala era ed è un piccolo villaggio che sia affaccia sul mar Libico, fino agli anni &#8217;60 non era altro che un gruppo di case di pescatori&#8230; almeno a un primo sguardo. La sua storia va tanto indietro nei secoli e nei millenni fino a fondersi indissolubilmente con il mito, perchè proprio qui si consumerà l&#8217;amore tra la bellissima Europa e&#8230; udite udite, Zeus! E sì, perchè Zeus, innamoratosi della fanciulla che giocava sulle spiagge della sua Tiro, decide di rapirla in preda ad un amore bruciante. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Come spesso usava fare nella sua opera di seduzione, muta le sue sembianze; questa volta assume la forma di un toro, eccezionalmente bello, eccezionalmente bianco, candido come la neve, eccezionalmente mansueto, tanto da non spaventare Europa, tanto da invitarla a salirgli addirittura sulla schiena. Una volta che la fanciulla gli fu in groppa, partì attraverso il mare alla volta di Creta (arrivando sulla spiaggia di Matala, per altri sulla spiaggia di Kommos, a pochi kilometri). </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il loro amore generò tre figli (il primo concepito per alcuni sotto l&#8217;immenso platano di Gortyna), ma Zeus era un dio, e non brillava per fedeltà, così Europa si ritrovò sola con tre figli, con Zeus tornato sull&#8217;Olimpo e il toro trasformato in una costellazione&#8230;e tre doni, il gigante di bronzo Talos guardiano di Creta, il cane addestrato Lealaps e un giavellotto che non sbagliava mai il colpo. I tre figli avuti da Zeus ed Europa ovviamente non saranno dei comuni mortali e rispondono al nome di Minosse, Radomanto e Sarpedonte (sì, è proprio &#8220;quel&#8221; Minosse). </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La sensazione di camminare sulla stessa spiaggia e di fare un bagno nella  stessa acqua che hanno visto nascere un mito del genere per me è sicuramente emozionante, unica, potente! Ma se siete scettici e non vi acchiappa la mitologia, avviciniamoci un po&#8217; ai &#8220;nostri tempi&#8221; e parliamo delle grotte di Matala. Le grotte di Matala sono famosissime per il periodo &#8220;hippy&#8221;, ma in realtà sono mooolto più antiche, scavate in periodo preistorico, quindi create dall&#8217;uomo, con lo scopo di trovare un rifugio e cercare protezione, vengono poi impiegate come area sepolcrale e di inumazione in periodo romano. Il turismo di &#8220;massa&#8221; a Matala arriva negli anni &#8217;60 e &#8217;70, trainato dal movimento &#8220;Peace and love&#8221; e dalla ricerca di angoli naturali incontaminati dove vivere secondo i ritmi del sole e della luna e dove innamorarsi del mondo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala6.jpg" alt="Le grotte di Matala" class="wp-image-603" width="600" height="450" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala6.jpg 800w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala6-600x450.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala6-300x225.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala6-768x576.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala6-640x480.jpg 640w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>Le grotte di Matala</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il paese di Matala ha accolto fra le sue grotte schiere di giovani sognatori spinti da ideali di fratellanza e naturalezza, alla ricerca di un luogo dove trovare anime simili alla propria. Fra i tanti, Joni Mitchell (che canterà della luna e della vita di Matala nella meravigliosa &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=wfZJ6sHeA6k" class="ek-link">Carey</a>&#8220;), Bob Dylan e Cat Stevens. Il respiro degli hippies si sente ancora fra le grotte di Matala, camminando sulla spiaggia sotto la luna, ormai cresciuti e disillusi, dipinti oggigiorno come &#8220;personaggi particolari&#8221;, come &#8220;nostalgici irriducibili&#8221;, come &#8220;in un tempo che non è più il loro&#8221;&#8230;nonostante i cambiamenti, gli anni che passano, il turismo che evolve, il tempo che è sempre meno, la &#8220;voglia&#8221; che è sempre meno, Matala conserva un suo sapore tutto particolare. </p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;atmosfera</h3>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Allegria e spensieratezza sono appannate inesorabilmente da un velo di malinconica tristezza, le strade colorate sono calpestate da tanti piedi, troppo frettolosi, il suo albero scolpito all&#8217;ingresso del villaggio è ogni anno più rinsecchito dal sole e dal sale&#8230;mah l&#8217;unicità di questo posto rimane, anche se sbiadito. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala2.jpg" alt=" L'albero all'ingresso" class="wp-image-607" width="338" height="600" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala2.jpg 450w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala2-169x300.jpg 169w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" /><figcaption>Albero all&#8217;ingresso del paese</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">E forse proprio nella sua nostalgia  ho trovato quel &#8220;qualcosa&#8221; che mi ha conquistata e mi ha fatta innamorare. Matala di notte, dolce e languida, Matala di giorno, calda, confusionaria, viva e colorata, Matala con il mare più arrabbiato che abbia mai visto, deserta, sotto un cielo plumbeo da Diluvio Universale, con le sue rocce scavate che in contrasto con gli altri colori sembravano essere fatte di zolfo, giallissime stagliate contro il blu violaceo del cielo e il grigio del mare. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala4.jpg" alt="La notte" class="wp-image-609" width="600" height="338" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala4.jpg 800w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala4-600x338.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala4-300x169.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala4-768x432.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala4-640x360.jpg 640w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>La notte di Matala</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se anche la storia e la musica non vi coinvolgono, ecco per voi il suo spetto paesaggistico e marittimo decisamente affascinante! Il paese è piccolo ma assolutamente vivo, tante taverne, tanti negozietti, un buon market ultra fornito di tutto e di più, bar e locali dove ascoltare musica in terrazze sulle onde. Insomma, svago per tutti i gusti. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le spiagge</h3>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">E poi le sue spiagge!! Personalmente ho apprezzato moltissimo la sua spiaggia cittadina, comoda, con un bel mare e le grotte a fare da cornice, ma quelle nei suoi immediati dintorni le ho proprio amate! Prima fra tutte la tanto famosa Red Beach, che ci si deve guadagnare salendo e scendendo da un promontorio, ma che una volta &#8220;conquistata&#8221; mi ha regalato una giornata di totale immersione nella  natura, non vi serve nulla, nemmeno il costume! Esperienza &#8220;mistica&#8221; il mojito di Giannis (dopo aver chiuso gli occhi sul businness che ha costruito in un luogo che fa assolutamente a pugni con la proposta). Resta il fatto che, anche se per me risulta inconcepibile, è stata una esperienza assolutamente piacevole, in un locale che, non so come sia possibile,  è passato da &#8220;disturbante&#8221; a &#8220;devo tornarci&#8221;! Ho anche imparato che le capre nascono sicuramente senza vertigini e soprattutto che hanno un qualcosa che trascende tutte le regole sulla gravità&#8230;dopo averle viste camminare a picco sulla scogliera sono sicura che loro hanno un qualcosa di magico nel loro DNA. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG_20170924_110236-EFFECTS.jpg" alt="Matala - Red beach" class="wp-image-583" width="600" height="338" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG_20170924_110236-EFFECTS.jpg 800w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG_20170924_110236-EFFECTS-600x338.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG_20170924_110236-EFFECTS-300x169.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG_20170924_110236-EFFECTS-768x432.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG_20170924_110236-EFFECTS-640x360.jpg 640w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>La spiaggia di Red Beach</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Nelle immediate vicinanze di Matala ecco che si stende per kilometri la spiaggia di sassolini di Kommos, con sito archeologico alle spalle (visibile ma non visitabile) e con davanti le sagome delle piccole isole Paximadia. E qui, amici miei appassionati di animali, spesso nidificano le nostre adorate tartarughe! Se vi capita di vedere sulla sabbia degli avvallamenti protetti da foglie di palma, strutture di legno sottile, bacchette di ferro, ecco, quelle non sono strane strutture dimenticate da turisti precedenti, sono protezioni per i nidi di tartaruga. Le uova si schiudono generalmente fra fine agosto e inizio settembre, nelle notti di luna piena&#8230;magari avrete la fortuna di assistere alla schiusa. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala5.jpg" alt="Matala - la spiaggia di Kommos" class="wp-image-610" width="600" height="338" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala5.jpg 800w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala5-600x338.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala5-300x169.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala5-768x432.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/08/matala5-640x360.jpg 640w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>La spiaggia di Kommos</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo, e molto molto altro, rendono questo luogo speciale ai miei occhi, ultimo e non ultimo il fatto che Matala rimane sempre fedele a sé stessa, che sia maggio , agosto o ottobre. Ho il desiderio di vederla anche in pieno inverno&#8230;per il momento mi accontento di osservarla attraverso le webcam, ma spero di poterci camminare su quella spiaggia a gennaio o febbraio, coperta da un bel giaccone antivento invece che con un costume e un pareo.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Ogni anno sulla spiaggia di Matala si svolge l&#8217;omonimo <a href="https://www.facebook.com/matalabeachfestival/" class="ek-link">festival</a> musicale a ricordo dei tempi passati e sempre presenti</p><cite>MATALA BEACH FESTIVAL</cite></blockquote></figure>
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		<title>LA BELLA APTERA VESTITA DI MAGGIO</title>
		<link>https://maldicreta.it/storia/archeologia/la-bella-aptera-vestita-di-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jenny]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2022 12:49:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apokoronas]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non possiamo crederci nemmeno noi, ma è il 20 maggio e siamo appena atterrati sul suolo cretese. Il viaggio è stato così, così, l’atterraggio un po’ turbolento...</p>
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<p class="has-drop-cap has-text-align-justify wp-block-paragraph">Non possiamo crederci nemmeno noi, ma è il 20 maggio e siamo appena atterrati sul suolo cretese. Il viaggio è stato così, così, l’atterraggio un po’ turbolento, girando e rigirando sopra Creta. Sono terrorizzata dalle turbolenze ma non posso fare a meno di incollare il naso al finestrino per vedere dall’alto la meraviglia di Balos, Falassarna, Elafonissi e poi giù fino a Paleochora prima di tuffarmi in nuvole che sembrano panna montata. Finalmente atterriamo, scendiamo dall’aereo con il vento di Creta che ci accoglie, insieme a qualche goccia di pioggia e con i suoi profumi che per noi sono “casa”. In un attimo siamo sulla nostra piccola macchina bianca e felici come bimbi partiamo. Per noi è tutto così familiare, così accogliente, che nonostante i nuvoloni che danno alla baia di Souda un aspetto violaceo e apocalittico siamo davvero felici come bambini. </p>


<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera1.jpg" alt="" class="wp-image-495" width="398" height="502" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera1.jpg 703w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera1-600x756.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera1-238x300.jpg 238w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera1-640x807.jpg 640w" sizes="(max-width: 398px) 100vw, 398px" /></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Questa sera conosceremo finalmente due persone (che si riveleranno meravigliose e che legheranno per sempre il ricordo di Creta a maggio al sorriso con il quale ci hanno accolti) con le quali abbiamo scambiato nei mesi scorsi tanti pareri e tanti progetti. Ma prima, un piccolo sogno per me, una novità assoluta nonostante questa zona sia una di quelle che abbiamo maggiormente battuto…Aptera! </p>



<h2 class="wp-block-heading">IL SITO ARCHEOLOGICO DI APTERA</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera3-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-500" width="766" height="573" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera3-1024x766.jpg 1024w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera3-600x449.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera3-300x224.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera3-768x575.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera3-640x479.jpg 640w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera3.jpg 1176w" sizes="(max-width: 766px) 100vw, 766px" /></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Ed eccoci arrivati, in un ampio parcheggio sterrato che ha quel profumo incredibile di terra umida ed erbe, che solo in questa zona ritrovo così prepotente e inebriante. Dopo una brevissima passeggiata eccoci con il nostro biglietto di ingresso in mano. Siamo pochissimi e nonostante la pioggia imminente non riesco a muovere le gambe…quello che vedo è troppo bello: gli antichi resti, la natura fiorita, il giallo dell’erba tagliata e stesa a terra, e giù fino a Souda, con il suo mare plumbeo dove si specchia il cielo imbronciato. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La storia</h3>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Aptera adesso è vestita di romanità, ma i Romani sono stati gli ultimi abitanti, quelli che ci hanno lasciato il maggior numero di testimonianze. Le radici di Aptera si perdono nella storia, qualcuno la vuole fondata da Ptera, giunto a Creta da Delfi, ma la mia interpretazione preferita è quella che vede il luogo dove sarebbe sorta la città come quello che ospitò una contesa musicale fra le Muse e le Sirene. Le Muse ottennero il trionfo, le Sirene decisamente scontente della sconfitta si strapparono le ali e si gettarono in mare (le due piccole isole bianche nel golfo di Souda sarebbero proprio le Sirene trasformate in pietra). Aptera terminerà la sua fortuna come città nel VII sec d.C., a causa di un terremoto. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera2-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-496" width="726" height="543" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera2-1024x766.jpg 1024w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera2-600x449.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera2-300x224.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera2-768x575.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera2-640x479.jpg 640w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera2.jpg 1176w" sizes="(max-width: 726px) 100vw, 726px" /></figure>
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<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Raccontare tutta la sua storia dal periodo classico (di cui rimangono resti di mura) fino a quello bizantino sarebbe davvero infattibile in poche righe. Quello che si vede e si intuisce ancora perfettamente è la grandezza delle strutture che ancora sono visibili, immerse nella natura in una posizione ideale per dominare il territorio. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il sito</h3>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Così ci immergiamo completamente nel passato, attraversando il cortile dell’ex monastero dedicato ad Agios Ioannis con la piccola chiesa stracolma di fiori fuori che circondano il suo sagrato, e poi piano piano, sotto le prime gocce di pioggia ci incamminiamo verso i resti delle terme, dove le absidi rimangono perfettamente conservate, fino ad arrivare alle cisterne per la raccolta dell’acqua. Qui credo di aver veramente sgranato gli occhi, sono enormi! E in questo momento sono state scelte come rifugio da tantissimi uccelli che ci regalano un concerto amplificato mentre, come noi, si riparano dalla pioggia.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera4-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-497" width="723" height="542" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera4-1024x768.jpg 1024w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera4-600x450.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera4-300x225.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera4-768x576.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera4-640x480.jpg 640w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera4.jpg 1174w" sizes="(max-width: 723px) 100vw, 723px" /></figure>
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<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"> E poi su, fino al teatro, dove mi sono commossa, sotto le ultime gocce di pioggia e in mezzo agli ulivi, con i noccioli dell’anno passato che scrocchiavano sotto le scarpe, dove lo spazio era tutto nostro e dove suoni e profumi erano amplificati. Da lì si torna verso l’ingresso e si prosegue poi per la parte meno “monumentale”, dove in mezzo all’erba si possono vedere i resti di una villa romana con il suo peristillio ancora perfettamente intuibile. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera5-1024x766.jpg" alt="" class="wp-image-498" width="757" height="566" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera5-1024x766.jpg 1024w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera5-600x449.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera5-300x224.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera5-768x575.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera5-640x479.jpg 640w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/aptera5.jpg 1176w" sizes="(max-width: 757px) 100vw, 757px" /></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il tempio dorico non lo abbiamo trovato, era custodito dalle alte erbe cretesi, steso a riposare in attesa del nostro prossimo passaggio…sì, perché due ore in questo luogo non mi sono bastate e so che tornerò con più tempo e meno stanchezza addosso per vederla di nuovo, la bella Aptera delle Muse e delle Sirene, che ora sonnacchia in attesa di essere “vista”, e guarda imperturbabile la baia di Souda e le sue piccole bianche isole. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Torniamo verso il parcheggio pieni zeppi di tante emozioni, e lungo il percorso, fra un intrico incredibile di vegetazione, ecco che incontriamo la prima amica belante di questo viaggio. Con un po’ di attenzione scopriamo che non è sola, ma che è la più curiosa di un piccolo gregge che se ne sta ritroso a farsi gli affari propri, disturbato da noi che cerchiamo in ogni modo di avvicinare e di farci amica la sua mascotte. Creta è una terra piena di magia, mi fa pensare all’infinito, all’eternità del cosmo, all’uroboro che inghiotte la sua coda, perché nel momento stesso che una esperienza ha fine ne inizia immediatamente una nuova, ugualmente sorprendente.</p>
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		<title>SPINALONGA NEL MIO CUORE</title>
		<link>https://maldicreta.it/destinazioni/prefettura-di-lassithi/spinalonga-nel-mio-cuore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jenny]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jul 2022 13:31:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elounda]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Ottomana]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Veneziana]]></category>
		<category><![CDATA[Fortezze]]></category>
		<category><![CDATA[Lassithi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Creta Est]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono giorni che ripenso alla mia prima,e finora unica, visita a Spinalonga.<br />
E' stata durante la "mia prima Creta", settembre 2014...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sono giorni che ripenso alla mia prima,e finora unica, visita a Spinalonga. <br>E&#8217; stata durante la &#8220;mia prima Creta&#8221;, settembre 2014&#8230;<br>Non sapevamo bene cosa avremmo visto, cosa avremmo fatto, dove saremmo andati, ma io volevo assolutamente passare da qui. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo alle 10 dal porto di Elounda su una barchetta, io folle di entusiasmo per la navigazione (15 minuti circa), Danilo un po&#8217; meno&#8230;<br>Non ricordo bene il momento dell&#8217;attracco, ci hanno guidati verso l&#8217;ingresso per le barche di turisti che non è quello che era destinato agli abitanti dell&#8217;isola. <br>Il non arrivare direttamente al cuore di Spinalonga permette di prendere un po&#8217; di confidenza con il luogo&#8230; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Spinalonga è stata di tutto e di tutti, turca, veneziana, ma è stata soprattutto di quelle persone che qui erano costrette a passare il resto della loro vita dopo aver contratto la lebbra. <br>Era un confino, era una vita nuova staccata dalla vita di prima&#8230;<br>per me è stato stupefacente vedere quanto fosse stato fatto per dare una dignità e una vita normale a chi era lì e, almeno per i primi anni, aspettava la morte. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="800" height="598" src="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/spinalonga.jpg" alt="" class="wp-image-482" srcset="https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/spinalonga.jpg 800w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/spinalonga-600x449.jpg 600w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/spinalonga-300x224.jpg 300w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/spinalonga-768x574.jpg 768w, https://maldicreta.it/wp-content/uploads/2022/07/spinalonga-640x478.jpg 640w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ammetto di non essere riuscita a concentrarmi completamente sulle parole della guida che, casualmente, accompagnava un gruppo di turisti italiani; mi sono persa e isolata fra pietre, fichi, bouganville e oleandri, ho camminato piano piano fra quelle strade, fra le case, le botteghe, il forno, la piccola e meravigliosa chiesetta di San Panteleimonas, le cisterne di raccolta dell&#8217;acqua e poi su fino all&#8217;ospedale&#8230;<br>oltre c&#8217;erano gli orti e un piccolo cimitero, lì non sono proprio riuscita ad andarci&#8230;<br>lì c&#8217;era la vittoria della malattia sulla vita e secondo me Spinalonga non è questo o, comunque, non è solo questo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivata ai cancelli della città, dove si trovava la zona per la disinfezione delle persone e di quanto usciva dall&#8217;isola, guardando verso la costa, con un mare di un blu inimmaginabile, mi sono davvero venuti i brividi, nonostante la giornata caldissima. <br>Siamo usciti dopo un paio d&#8217;ore dal tunnel che era in origine un altro ingresso alla città&#8230;<br>pochi metri dove tutto il sole che fino a poco prima ti bruciava spariva&#8230;<br>e poi eravamo lì, in piedi sul molo ad aspettare la nostra barca per essere portati sulla sponda opposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci sono più tornata, ma ho un ricordo nitido e perfetto delle sensazioni provate quel giorno, e, nonostante la tristezza, il dolore, il senso di abbandono che ancora si respirano lì, fra quelle mura, è assolutamente uno dei luoghi che più porto nel cuore. Perché, oltre l&#8217;angoscia si vedeva chiarissima la speranza, la certezza che anche nella malattia la vita dovesse essere comunque vissuta in modo degno, che gli abitanti di Spinalonga potevano vivere, sognare, amare, sposarsi, diventare genitori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una visita sicuramente amara, che mi ha però regalato delle emozioni e delle sensazioni che difficilmente posso collegare ad altri luoghi, che mi hanno insegnato che indubbiamente questa è stata una delle tante ferite sulla pelle di quest&#8217;isola che mi ha davvero stregata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che quando si ama, qualcuno o qualcosa, lo si ami anche e ancor di più nei suoi momenti bui, nella sua debolezza, nella sua sofferenza&#8230;<br>forse proprio per questo Spinalonga ha un posto assolutamente speciale nel mio cuore.</p>
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