Autore: jenny

FUGGENDO VERSO SUD INSEGUENDO IL SOLE

FUGGENDO VERSO SUD INSEGUENDO IL SOLE

E’ ancora presto e noi siamo già pronti per partire. Oggi nei pressi di Heraklion il meteo ci ha annunciato vento e pioggia, e questa promessa non sarà disattesa. Come rinunciare quindi a una nostra giornata di esplorazione? Partiamo direzione sud, direzione Agios Pavlos e Leggi Tutto

ALLA SCOPERTA DI PAESINI DIMENTICATI E UN RITORNO NEL POSTO DEL CUORE

ALLA SCOPERTA DI PAESINI DIMENTICATI E UN RITORNO NEL POSTO DEL CUORE

E’ il 6 ottobre, apro gli occhi e realizzo che la notte appena trascorsa l’ho passata davvero a Creta! Non ci credo ancora, dopo un’estate lunga e che per vari impedimenti ci ha tenuti ancorati al divano di casa, siamo davvero riusciti a prendere il Leggi Tutto

COME COMBATTERE LA SINDROME DA LUNEDI’

COME COMBATTERE LA SINDROME DA LUNEDI’

Stamattina ci si sposta…non so voi, ma io ho la sindrome da lunedì. Per me il primo giorno della settimana è sempre poco produttivo, sempre arrancante sullo sterrato che conduce alla nuova settimana. L’unica soluzione possibile è attivarmi in tempo zero, e così facciamo anche oggi. Cosa si fa oggi? Non so, vedremo! Dove dormiamo stasera? A pranzo ci fermiamo e cerchiamo una sistemazione…Questi i nostri discorsi e la nostra organizzazione perfetta durante il caffè della mattina. Salutiamo con un abbraccio la nostra stupenda amica che ci ha ospitati finora, che ci ha viziati e coccolati con tutto quello che potevamo desiderare, che ci ha inondati di affetto, che già mi manca non appena il cancello di casa si chiude. E via, verso nuovi indefiniti orizzonti. Facciamo la nostra canonica sosta al forno, amici cretesi voi sì che sapete rendermi felice! E così caffè, anevatà, pane alla cannella (tsoureki?siamo fuori periodo, ma il gusto è proprio quello )e una portokalopita da viaggio saltano in macchina con noi. Puntiamo Malia e la spiaggia di Potamos per andare a vedere il mare, in un luogo che ci ha stupiti e sorpresi, così torniamo lì, sotto la tamerice vicino alla cantina con Yannis che è sempre lui e canta sempre, mente serve gli avventori e chiacchiera con gli amici di passaggio, una commistione di lingue e discorsi che capiamo solo a pezzi, e sicuramente interpretiamo male. Ma così si costruiscono le storie. Da Malia ci dirigiamo verso Neapolis per la visita al Monastero di Kremasta. Non sono particolarmente religiosa, o meglio, lo sono a modo mio, ma a Creta mi sento decisamente avvicinata a quella dimensione di divino misticismo che altrove mi manca. E così, ecco che varchiamo il cancello di questo monastero gestito dalle suore, con una storia particolare alle spalle. Il monastero, dedicato agli Arcangeli Michele e Gabriele, è uno dei più antichi della zona set dell’isola, Fondato sotto il dominio veneziano nel 1593 e che, come molti altri, avrà un ruolo importantissimo nella resistenza ai turchi. Proprio qui, era presente una scuola segreta dove venivano tenute vive e protette la religione Ortodossa e le radici culturali del popolo cretese. Gli Arcangeli hanno protetto le vite di tante persone e hanno impedito che, nonostante i duri attacchi, il monastero cadesse in disuso. Questo accadrà purtroppo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il monastero cadrà in disuso e verrà dimenticato, fino a pochi anni fa, quando è tornato ad essere nuovamente attivo e pronto per scrivere una nuova pagina della sua storia secolare. Oggi, è gestito dalle suore, e che sia un monastero femminile lo si sente fin dal primo passo nel suo cortile. I monasteri femminili hanno un profumo diverso, inebriante, di rose e fiori. In un sole caldissimo saliamo la piccola scala che porta alla chiesa, che è ricchissima, con icone splendide e perfettamente conservate. Accanto alla Panagia ecco che compaiono gli Arcangeli con le loro spade levate. Fuori, guardando la vallata dalla terrazza sotto i pini mi scendono due lacrime, la bellezza dell’ubicazione di questi luoghi mistici, custodi di fede e di anime, mi commuove sempre e per qualche minuto rimango davvero senza fiato. Ci prendiamo il nostro tempo ammirando e pensando; varcati i cancelli e tornati al parcheggio sentiamo lo “strappo” di due mondi che si incontrano e si sovrappongono, ma che si percepiscono nettamente diversi. Da qui ci dirigiamo verso Exo Laconia, un piccolissimo paese che offre a chi ci passa una taverna spettacolare, bellissima, con una enorme bouganville, ma soprattutto con piatti ottimi! (Ci hanno insegnato che notoriamente a Creta si fa un bel pranzo e poi alla sera si sta leggeri…ecco, diciamo che questo stile di nutrizione ci rimane oscuro…amiamo troppo questa cucina!) Ordiniamo spanakopita, fava e maiale stufato con i porri, che arriverà accompagnato da una pantagruelica porzione di patatine fritte. L’unico problema di un pranzo in taverna si riassume in una parola: vespe! Tante, tantissime, fastidiose non invitate, che arrivano ronzanti in squadroni con armi appuntite. Risolviamo parzialmente il problema mettendo un pezzettino di carne su un piatto all’angolo del tavolo per lasciarlo a loro. Da qui decidiamo che arrivato il momento di avviarci verso un bel bagno! E così puntiamo in direzione Voulisma, una baia stupenda che ci piace moltissimo, e come a noi piace a tanti altri, quindi scendiamo lungo un bel sentiero nella piccola caletta appena dopo, dove ci stendiamo per pochi minuti su due lettini per un po’ di sole e poi via, a fare una bella nuotata, che durerà parecchio. Fondo di sabbia digradante dolcemente, nessuna corrente, niente vento, acqua stupenda, trasparente, cristallina, siamo fortunatissimi e non troviamo traccia delle microplastiche che a volte arrivano qui portate dalle correnti. Il posto ideale anche per i bambini, con una piccola cantina se dovesse venir improvvisamente sete. Aspettiamo qui il tramonto, e risaliamo il breve sentiero (10 minuti scarsi) con una luce perfetta. Quella che tanto cerchiamo e che tanto ci manca quando siamo lontani da quest’isola. Ora via verso Kavousi, dove ci attende la nostra camera immersa in un uliveto enorme, in una pace assoluta. Gli unici rumori che sentiamo sono lo scampanellio delle pecore e i grilli, tanti grilli. Ci attardiamo un po’ sul nostro balconcino e poi usciamo (tardi) per cena, non pensando che a ottobre inoltrato probabilmente non troveremo tutto aperto come in piena estate. Spinti dalla fretta, arriviamo a Pachia Ammos per cena e sbagliamo clamorosamente taverna. La nostra cena sarà la prima piccola delusione del nostro viaggio, ma piccola piccola, tanto che tornando a “casa” ce la ridiamo in macchina fra noi! Nota di colore e menzione di merito per il proprietario, gioviale cretese che ci porta le ordinazioni con sigaretta di ordinanza fra i denti ma che ci saluta con un bel sorriso. Stiamo un po’ sul nostro balconcino ad ammirare le stelle e ad ascoltare i suoni della notte. Un’altra giornata è finita, piena di belle cose e senza rimpianti. Creta ha il grande potere di farti apprezzare qualunque cosa, anche la più piccola, anche quella non perfetta. Buona notte in attesa della luna!

ISTRUZIONI PRATICHE PER LA REALIZZAZIONE DEI SOGNI

ISTRUZIONI PRATICHE PER LA REALIZZAZIONE DEI SOGNI

E’ domenica mattina e siamo frementi! Dopo tanti anni di “che dici ci proviamo?” e “mah, magari domani..” finalmente oggi vedremo e vivremo Tripiti. Per noi sarà davvero una conquista e ci prepariamo a questo nel migliore dei modi con una lauta colazione. Tutta questa Leggi Tutto

MATALA SOSPESA TRA AMORI DIVINI E HIPPIES SOGNATORI

MATALA SOSPESA TRA AMORI DIVINI E HIPPIES SOGNATORI

Matala è senza dubbio un luogo che ho imparato ad amare, anche se devo ammettere che la prima volta che l’ho vista non mi ha per nulla impressionata, anzi… siamo scappati dopo una sola notte. Da allora ci siamo tornati e ritornati, perchè approfondendo la sua storia e i la conoscenza dei suoi paesaggi il “feeling” con questo piccolo paese unico nel suo genere è diventato sempre più forte.

LA BELLA APTERA VESTITA DI MAGGIO

LA BELLA APTERA VESTITA DI MAGGIO

Non possiamo crederci nemmeno noi, ma è il 20 maggio e siamo appena atterrati sul suolo cretese. Il viaggio è stato così, così, l’atterraggio un po’ turbolento, girando e rigirando sopra Creta. Sono terrorizzata dalle turbolenze ma non posso fare a meno di incollare il naso al finestrino per vedere dall’alto la meraviglia di Balos, Falassarna, Elafonissi e poi giù fino a Paleochora prima di tuffarmi in nuvole che sembrano panna montata. Finalmente atterriamo, scendiamo dall’aereo con il vento di Creta che ci accoglie, insieme a qualche goccia di pioggia e con i suoi profumi che per noi sono “casa”. In un attimo siamo sulla nostra piccola macchina bianca e felici come bimbi partiamo. Per noi è tutto così familiare, così accogliente, che nonostante i nuvoloni che danno alla baia di Souda un aspetto violaceo e apocalittico siamo davvero felici come bambini.

Questa sera conosceremo finalmente due persone (che si riveleranno meravigliose e che legheranno per sempre il ricordo di Creta a maggio al sorriso con il quale ci hanno accolti) con le quali abbiamo scambiato nei mesi scorsi tanti pareri e tanti progetti. Ma prima, un piccolo sogno per me, una novità assoluta nonostante questa zona sia una di quelle che abbiamo maggiormente battuto…Aptera!

IL SITO ARCHEOLOGICO DI APTERA

Ed eccoci arrivati, in un ampio parcheggio sterrato che ha quel profumo incredibile di terra umida ed erbe, che solo in questa zona ritrovo così prepotente e inebriante. Dopo una brevissima passeggiata eccoci con il nostro biglietto di ingresso in mano. Siamo pochissimi e nonostante la pioggia imminente non riesco a muovere le gambe…quello che vedo è troppo bello: gli antichi resti, la natura fiorita, il giallo dell’erba tagliata e stesa a terra, e giù fino a Souda, con il suo mare plumbeo dove si specchia il cielo imbronciato.

La storia

Aptera adesso è vestita di romanità, ma i Romani sono stati gli ultimi abitanti, quelli che ci hanno lasciato il maggior numero di testimonianze. Le radici di Aptera si perdono nella storia, qualcuno la vuole fondata da Ptera, giunto a Creta da Delfi, ma la mia interpretazione preferita è quella che vede il luogo dove sarebbe sorta la città come quello che ospitò una contesa musicale fra le Muse e le Sirene. Le Muse ottennero il trionfo, le Sirene decisamente scontente della sconfitta si strapparono le ali e si gettarono in mare (le due piccole isole bianche nel golfo di Souda sarebbero proprio le Sirene trasformate in pietra). Aptera terminerà la sua fortuna come città nel VII sec d.C., a causa di un terremoto.

Raccontare tutta la sua storia dal periodo classico (di cui rimangono resti di mura) fino a quello bizantino sarebbe davvero infattibile in poche righe. Quello che si vede e si intuisce ancora perfettamente è la grandezza delle strutture che ancora sono visibili, immerse nella natura in una posizione ideale per dominare il territorio.

Il sito

Così ci immergiamo completamente nel passato, attraversando il cortile dell’ex monastero dedicato ad Agios Ioannis con la piccola chiesa stracolma di fiori fuori che circondano il suo sagrato, e poi piano piano, sotto le prime gocce di pioggia ci incamminiamo verso i resti delle terme, dove le absidi rimangono perfettamente conservate, fino ad arrivare alle cisterne per la raccolta dell’acqua. Qui credo di aver veramente sgranato gli occhi, sono enormi! E in questo momento sono state scelte come rifugio da tantissimi uccelli che ci regalano un concerto amplificato mentre, come noi, si riparano dalla pioggia.

E poi su, fino al teatro, dove mi sono commossa, sotto le ultime gocce di pioggia e in mezzo agli ulivi, con i noccioli dell’anno passato che scrocchiavano sotto le scarpe, dove lo spazio era tutto nostro e dove suoni e profumi erano amplificati. Da lì si torna verso l’ingresso e si prosegue poi per la parte meno “monumentale”, dove in mezzo all’erba si possono vedere i resti di una villa romana con il suo peristillio ancora perfettamente intuibile.

Il tempio dorico non lo abbiamo trovato, era custodito dalle alte erbe cretesi, steso a riposare in attesa del nostro prossimo passaggio…sì, perché due ore in questo luogo non mi sono bastate e so che tornerò con più tempo e meno stanchezza addosso per vederla di nuovo, la bella Aptera delle Muse e delle Sirene, che ora sonnacchia in attesa di essere “vista”, e guarda imperturbabile la baia di Souda e le sue piccole bianche isole.

Torniamo verso il parcheggio pieni zeppi di tante emozioni, e lungo il percorso, fra un intrico incredibile di vegetazione, ecco che incontriamo la prima amica belante di questo viaggio. Con un po’ di attenzione scopriamo che non è sola, ma che è la più curiosa di un piccolo gregge che se ne sta ritroso a farsi gli affari propri, disturbato da noi che cerchiamo in ogni modo di avvicinare e di farci amica la sua mascotte. Creta è una terra piena di magia, mi fa pensare all’infinito, all’eternità del cosmo, all’uroboro che inghiotte la sua coda, perché nel momento stesso che una esperienza ha fine ne inizia immediatamente una nuova, ugualmente sorprendente.

SPINALONGA NEL MIO CUORE

SPINALONGA NEL MIO CUORE

Sono giorni che ripenso alla mia prima,e finora unica, visita a Spinalonga.
E’ stata durante la “mia prima Creta”, settembre 2014…