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Immerso nel cuore del pittoresco paesaggio di Creta, il pittoresco villaggio di Agios Thomas è una destinazione affascinante che aspetta di essere esplorata. Con una ricca storia, affascinanti siti archeologici e una straordinaria bellezza naturale, questo villaggio meno conosciuto offre una fuga unica dalle affollate mete turistiche. In questo articolo, ti porteremo in un viaggio ad Agios Thomas, esplorando le sue chiese, le tombe romane e le magnifiche formazioni rocciose che ricordano le Meteore.
Come raggiungere Agios Thomas
Situata nella regione di Heraklion, Agios Thomas dista circa 35 chilometri dalla capitale dell’isola, la città di Heraklion. Il villaggio è facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici.
In auto
Noleggiare un’auto è il modo più conveniente e flessibile per esplorare gli splendidi paesaggi di Creta. Dalla città di Heraklion, seguire la strada nazionale in direzione est e prendere l’uscita per Kastelli. Segui le indicazioni per Agios Thomas e arriverai in circa 45 minuti. Il percorso panoramico ti porta attraverso la pittoresca campagna cretese, con uliveti e vigneti che punteggiano il paesaggio.
Coi mezzi pubblici
Se preferisci viaggiare con i mezzi pubblici, puoi prendere un autobus dalla città di Heraklion al vicino villaggio di Kastelli. Da lì, puoi prendere un taxi o un autobus locale per Agios Thomas. I servizi di autobus sono affidabili ea prezzi ragionevoli, ma è essenziale controllare gli orari in anticipo, poiché possono essere poco frequenti.
La chiesa di Agios Thomas
Le chiese di Agios Thomas
Il villaggio di Agios Thomas ospita una manciata di bellissime chiese, ognuna con la sua storia e il suo fascino unici. Ecco tre chiese assolutamente da visitare nel villaggio:
La chiesa di Agios Thomas
La chiesa che porta il nome del villaggio, la chiesa di Agios Thomas, risale al XIV secolo. Questa chiesa bizantina presenta splendidi affreschi e intricati lavori in pietra, che mostrano l’artigianato dell’epoca. La chiesa è dedicata ad Agios Thomas, uno dei Dodici Apostoli di Gesù Cristo, ed è una tappa obbligata di ogni visita al paese.
Chiesa della Santa Croce (Timios Stavros)
Costruita nel XV secolo, la Chiesa della Santa Croce è un altro splendido esempio di architettura bizantina. La caratteristica più notevole della chiesa è la sua sorprendente iconostasi in legno scolpito, adornata con icone raffiguranti scene della Bibbia. Inoltre, il tranquillo cortile della chiesa offre un luogo sereno per la contemplazione.
Chiesa di Agia Paraskevi
A pochi passi dal centro del paese, la Chiesa di Agia Paraskevi è una piccola ma affascinante chiesa dedicata ad Agia Paraskevi, il santo patrono delle malattie degli occhi. L’interno della chiesa è adornato da vivaci affreschi, mentre l’esterno presenta un grazioso cortile con un ulivo secolare.
Le tombe Romane
Le Tombe Romane
Agios Thomas ospita un affascinante sito archeologico: una necropoli contenente oltre 20 tombe romane. Risalenti al III secolo d.C., queste tombe furono scoperte nel XX secolo e da allora sono state accuratamente scavate e conservate.
Le tombe sono scavate nella morbida roccia calcarea e presentano impressionanti dettagli architettonici come intricati rilievi e iscrizioni. I visitatori possono esplorare il sito e conoscere le pratiche di sepoltura e le usanze del periodo romano a Creta.
La meteora di Agios Thomas
La formazione rocciosa come le Meteore
Una delle caratteristiche naturali più sorprendenti di Agios Thomas sono le sue imponenti formazioni rocciose, che ricordano la famosa Meteora nella Grecia continentale. Questi colossali pilastri di pietra calcarea si innalzano drammaticamente dal paesaggio circostante, creando uno sfondo mozzafiato per il villaggio.
Le formazioni uniche delle rocce sono il risultato di secoli di erosione e hanno da tempo un significato spirituale per la gente di Agios Thomas. Oggi i visitatori possono fare escursioni alla base delle rocce o addirittura tentare di scalarle con la guida di esperti locali. Le viste panoramiche dall’alto sono a dir poco spettacolari, per cui vale la pena affrontare l’impegnativa salita.
Conclusioni
Lontano dai vivaci centri turistici di Creta, Agios Thomas offre un’esperienza cretese serena e autentica ricca di storia e bellezza naturale. Dall’esplorazione delle antiche chiese del villaggio all’ammirazione delle maestose formazioni rocciose, non mancano le cose da scoprire in questa incantevole destinazione. Quindi, fai le valigie e preparati a scoprire il fascino nascosto di Agios Thomas, un vero gioiello nel cuore di Creta.
Le usanze pasquali ortodosse erano molte in passato, ma con il passare del tempo molte di esse iniziano a svanire. Alcune tradizioni pasquali ortodosse sono andate purtroppo completamente perdute, e altre sembrano strane e bizzarre oggi. Tuttavia, molte di queste usanze tradizionali nei villaggi di Creta non sono cambiate Leggi Tutto
Scopri la bellezza incontaminata delle Sarakinas Gorge, una spettacolare gola situata vicino a Ierapetra, in Creta. Lungo il percorso, ammirerai pareti rocciose alte fino a 150 metri, cascate e una bellissima cascata dove potrai fare il bagno nelle acque cristalline. Un’esperienza indimenticabile per gli amanti della natura e dell’avventura.
Se sei alla ricerca di un’esperienza indimenticabile durante la tua vacanza a Creta, devi assolutamente visitare le gole di Agia Irini. Questo incantevole canyon si trova sulla parte occidentale dell’isola, a pochi chilometri dalla città di Chania, ed è una meta perfetta per gli amanti della natura e del trekking.
Come raggiungere le gole di Agia Irini
Ci sono diverse modalità per raggiungere queste gole, a seconda delle tue preferenze. Se hai un’auto a disposizione, la strada più comoda è quella che parte da Chania e prosegue verso il villaggio di Sougia. La strada è molto panoramica e offre scorci mozzafiato sul mare e sulla montagna. Dopo circa 42 chilometri, vedrai un cartello che indica l’ingresso alle gole.
Se invece non hai un’auto a disposizione, puoi prendere uno dei numerosi autobus che partono da Chania. La linea che ti porterà alle gole è la KTEL, e il viaggio dura circa un’ora e mezza.
Una volta arrivato all’ingresso delle gole, puoi parcheggiare l’auto o scendere dall’autobus e iniziare la tua avventura.
Tempi e modalità di percorrenza
La camminata lungo le gole è di circa 7 chilometri e richiede un paio d’ore. Il sentiero è ben segnalato e non presenta particolari difficoltà, anche se ci sono alcune salite e discese ripide che potrebbero richiedere un po’ di sforzo fisico.
Il percorso è circondato dalla natura incontaminata di Creta, con alberi, piante e fiumi che creano un’atmosfera magica e rilassante. Lungo il tragitto, potrai ammirare le bellissime pareti rocciose delle gole, i canyon scolpiti dal vento e dal tempo, e i panorami spettacolari che si aprono davanti ai tuoi occhi.
Al termine del percorso, arriverai al villaggio di Agia Irini, dove potrai rilassarti e rifocillarti con un buon pasto in una delle taverne locali.
Le gole di Agia Irini sono un vero gioiello di Creta, che merita di essere visitato durante la tua vacanza sull’isola. Con un po’ di preparazione e un po’ di curiosità, potrai vivere un’esperienza indimenticabile e scoprire i tesori nascosti della natura cretese.
Gole di Agia IriniGole di Agia IriniGole di Agia Irini
GIORNO 4 – Già durante la notte avevamo avuto il sentore di un bel rialzo delle temperature, e la mattina non tradisce le nostre supposizioni. Fa caldissimo e oltre a questo si è alzato un Meltemi che si fa decisamente sentire. Facciamo colazione in compagnia del vento che fa danzare le foglie di ulivo fischiandoci attraverso. Solo lui rende il caldo sopportabile anche se la spiaggia di Krinakria ci attende.
GIORNO 3 – Anche stamattina il sole bussa alla nostra porta e le cicale ci danno la sveglia. Nemmeno il tempo di aprire gli occhi e abbiamo già addosso gli occhiali da sole…
Xerocampos è inondata di luce e noi con lei. Cosa faremo oggi?
Il nostro secondo giorno a Creta ha inizio con la sveglia più dolce: il canto di mille cicale nascoste fra gli ulivi. Mentre facciamo colazione sulla nostra terrazza ombreggiata ci chiediamo cosa ci piacerebbe fare durante la giornata. Il mar Libico è lì che ci chiama, così perfettamente azzurro, il sole ci invita ammiccate con l’intenzione di scottarci un po’ le spalle…cedere a queste lusinghe sarebbe fin troppo semplice, così decidiamo per il piano b: abbandonare le certezze e la pigrizia del conosciuto per cercare qualcosa di nuovo.
La baia di Kato Zakros
Prendiamo la nostra mitica Pandina e puntiamo risoluti in direzione Kato Zakros, che per noi nuovo non è, ma che ogni volta che percorriamo quella discesa verso il mare tra rocce assolate e terra bruciata ci incendia il cuore. Le coltivazioni hanno un verde talmente brillante da fare quasi a pugni con l’erba gialla e e secca dalla quale sorgono, viti e ulivi perfettamente ordinati creano un paesaggio quasi geometrico , ma basta una curva per ritrovarci nel brullore più assoluto e assolato, dove solo il timo e i falchi la fanno da padrone. Scendiamo piano verso il mare, la baia incantevole di Kato Zakros sussurra un “benvenuti!” che solo noi riusciamo a sentire. Parcheggiamo sorridenti e cerchiamo una taverna: la mia attenzione è rapita dal menù su una lavagna…Okra!! Amato mio vegetale, tenero e saporito, quanto ti ho bramato!! Non mi interessa altro, mi infilo lì, mi siedo a un tavolino e guardo il mare in pace con il mondo. Il pranzo si presta ad aneddoti divertenti e scherzi fra noi, battute e tanti “ma ti ricordi l’altra volta?”
Taverna a Kato Zakros
Con una sostanziosa dose di rakì in corpo ci apprestiamo a tornare sui nostri passi, verso Zakros. E qui, nella nostra amata piazzetta, guadagniamo il tavolino del Kafeneio e ci facciamo il nostro “frapè me gala”, portato al tavolo accompagnato da acqua fresca e biscottini alla cannella e sesamo. Qui all’ombra osserviamo curiosi la vita di paese, i pickup che passano veloci o a passo d’uomo diretti verso orti e coltivazioni, le donne che fanno spesa, gli anziani che si ritrovano a chiacchierare all’ombra e che passando ci rivolgono uno “yassas!” anche se non sanno chi siamo, anche se gli abbiamo probabilmente occupato il posto, anche se probabilmente stiamo turbando in qualche modo la calma del posto. Rimaniamo seduti quasi un’ora a guardare il lento scorrere delle vite di Zakros, colpiti come sempre dalla tranquillità di questo luogo, che ci avvolge e ci fa sentire immediatamente radicati sull’asfalto ombreggiato. E qui arriva il lampo di genio: andiamo a vedere le sorgenti e i mulini!! Sono anni che ci riproponevamo di dedicare qualche ora a questa passeggiata, ma mai come oggi la giornata si presenta ideale.
Si parte proprio dal paese e si sale un sentiero lastricato che passa fra vecchio e nuovo, fra case bianche e altre ormai tornate al cemento scabro e alla pietra a vista. Passiamo vicino all’antico forno, ai mulini ad acqua, e poi su, fino ad intersecare il sentiero E4 e alle vicine sorgenti. Ci fermiamo pochi minuti all’ombra fresca della chiesa, costruita nel 1954, entriamo e come sempre ci colpisce il profumo che aleggia nell’aria, quel dolce misto di incenso, polvere e cera d’api, il profumo che alla mia mente porta immediatamente l’idea del misticismo, della fede e che custodisce e protegge le preghiere e la devozione di chi non conosceremo mai, ma che comunque si sente nell’aria. Usciamo sotto il sole battente e ci immergiamo in una natura preponderante e avvolgente, enormi alberi di fico si fanno belli al sole e rilasciamo un profumo inebriante, quasi stordente, dolce e penetrante che riempie prima le narici e poi entra in circolo sotto pelle, tanto da farti sentire quasi parte di quel luogo, e non solo qualcuno che ci cammina sopra.
Tra le vie di Zakros
I fichi fanno a gara con gli oleandri per prendersi il sentiero, ma sono costretti a condividere lo spazio con rovi, platani, edera, cardi, cipressi, quercioli…un tripudio di verde pulsante, un intrico che crea un abbraccio intraspecie e che ci sorprende. Lo scabro Lassithi in questo angolo è un ribollire di sfumature di verde, un intricato rompicapo di foglie, un distillato di profumi che fa perdere il senso del tempo. Arriviamo alle fonti, acqua splendente e limpidissima gorgoglia piano dalla roccia. Qui camminiamo fra le libellule che volteggiano come una piccola flottiglia aerea intorno a noi, disturbate dai nostri passi, infastidite dalla nostra curiosità. Sono piccole e verdi, più grandi e blu cangiante, enormi e marroni. Siamo attorniati da uno sciame ronzante, accompagnato dal canto di poche cicale che garantiscono un canto in perfetta armonia con il gorgoglio dell’acqua. Dalle sorgenti scendiamo piano piano di nuovo verso valle, passando attraverso costruzioni ottocentesche, chiuse e abbandonate ma accoglienti e trasudanti di vita passata, che ricordano incredibilmente i piccoli villaggi della favole di quando eravamo bambini. non è così difficile immaginare una yiayia dalla gonna nera con un fazzoletto in testa seduta all’ombra delle viti persa nei suoi pensieri. Tornare al mondo “moderno” è quasi uno strappo alla schiena, ci accllimatiamo seduti su una panchina di pietra bevendo a piccoli sorsi e guardando il percorso a ritroso.
La luna piena a Xerocambos
Al calar del sole torniamo verso Xerocampos, per riabbracciare il mondo di acqua salata, ma portandoci appresso il profumo di acqua dolce in una perfetta coesistenza di queste due anime cretesi. La notte scende veloce e dopo una cena in taverna, ci spingiamo fino alla spiaggia di Mazida Ammos, per farci baciare dalla argentea luce lunare, che rende il mare una tranquilla distesa di liquido metallo, brillante sotto i raggi cari alla notte.